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WhatsApp: nuove regole UE con il Digital Services Act

Tecnologia / Tecnologia / Unione europea / WhatsApp
Par Redazione,  publié le 11 Gennaio 2026 à 14h46, modifié le 11 Gennaio 2026 à 14h46.
Tecnologia

Meta / PR-ADN

L’Unione Europea si prepara ad applicare regole più severe a WhatsApp, nell’ambito del Digital Services Act, con l’obiettivo di rafforzare la supervisione delle piattaforme digitali e tutelare maggiormente gli utenti all’interno del mercato unico digitale.

Tl;dr

  • WhatsApp Channels supera la soglia dei 45 milioni in UE.
  • Possibile designazione come «VLOP» secondo il Digital Services Act.
  • L’UE valuta sanzioni e maggiore vigilanza su Meta.

Il successo dei Channels cambia il volto di WhatsApp

Negli ultimi mesi, WhatsApp, la nota piattaforma di messaggistica appartenente a Meta, ha visto la funzione Channels raggiungere numeri da record nell’Unione europea. Secondo le più recenti stime, circa 51,7 milioni di utenti mensili hanno sfruttato questa opzione solo nel primo semestre del 2025. Un dato che non passa inosservato, poiché supera ampiamente la soglia dei 45 milioni fissata dalla Commissione europea per classificare una piattaforma come VLOP (Very Large Online Platform).

L’ombra della regolamentazione europea

Non si tratta di un semplice traguardo tecnico: superare questa soglia implica l’entrata in vigore di nuove responsabilità imposte dal Digital Services Act (DSA). Il regolamento, ormai al centro del dibattito europeo sulla sicurezza digitale, obbliga le grandi piattaforme a rimuovere tempestivamente contenuti illegali o dannosi e a ridefinire gli algoritmi per tutelare l’esperienza degli utenti. Nel caso di inadempienze, le sanzioni previste arrivano fino al sei per cento del fatturato globale annuo.

La portavoce della Commissione — durante un recente briefing seguito da Reuters — ha confermato che la designazione ufficiale di WhatsApp Channels come VLOP è «allo studio», lasciando intendere che una decisione in tal senso potrebbe non tardare.

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • L’aumento significativo degli utenti attivi.
  • L’avvicinamento del servizio al modello dei social tradizionali.
  • I precedenti richiami normativi a carico di Meta, già coinvolta su Facebook e Instagram per questioni simili.

Dalla messaggistica privata ai rischi dei social pubblici

Un altro aspetto da sottolineare riguarda proprio l’identità stessa di WhatsApp. Fino a poco tempo fa caratterizzata da uno stile improntato alla messaggistica privata, l’introduzione dei Channels sta spingendo sempre più la piattaforma verso logiche tipiche dei social network pubblici. Questo cambiamento accende inevitabilmente i riflettori delle autorità comunitarie: negli ultimi anni, infatti, non sono mancati ammonimenti rivolti a Meta per il modo in cui gestisce i meccanismi di segnalazione e i sistemi algoritmici nelle sue principali app.

Al momento, nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata dall’azienda americana. Tuttavia, il clima di attenzione attorno al rispetto del DSA suggerisce che la fase della semplice osservazione sia ormai superata: una regolamentazione più stringente sembra dietro l’angolo.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Il successo dei Channels cambia il volto di WhatsApp
  • L’ombra della regolamentazione europea
  • Diversi elementi spiegano questa decisione:
  • Dalla messaggistica privata ai rischi dei social pubblici
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