Visti USA: restrizioni per diabetici e obesi nonostante epidemia

ADN
Negli Stati Uniti, chi soffre di diabete o obesità si trova spesso escluso dalla possibilità di ottenere un visto, una situazione che solleva interrogativi dato l’alto tasso nazionale di obesità e la crescente diffusione del diabete nel paese.
Tl;dr
- Nuovi criteri di salute per i visti negli Stati Uniti.
- Malattie croniche possono portare a rifiuto automatico.
- Crescono le critiche sulla discriminazione dei migranti malati.
Stretta sull’immigrazione: la salute diventa un filtro decisivo
Negli ultimi mesi, l’amministrazione Trump ha ridefinito i criteri di ammissione per i migranti, accentuando una linea già rigida. Secondo una recente direttiva del Dipartimento di Stato, chiunque presenti condizioni di salute giudicate problematiche rischia ora un rifiuto immediato del visto. Non si tratta più soltanto di questioni amministrative o di sicurezza: malattie come l’obesità, il diabete e alcune forme di cancro vengono considerate sufficienti per escludere un richiedente.
I nuovi parametri: salute personale e familiare sotto esame
La nuova circolare, firmata dal segretario di Stato Marco Rubio, obbliga ambasciate e consolati a valutare sistematicamente lo stato fisico dei candidati, ma anche quello dei familiari a carico. Diverse condizioni – tra cui disabilità, patologie croniche o bisogni medici particolari – finiscono ora sotto la lente degli agenti consolari. L’obiettivo dichiarato è evitare che individui con costi sanitari elevati gravino sul bilancio pubblico statunitense.
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- L’identificazione preventiva dei possibili «fardelli economici» legati alla sanità.
- L’allargamento dei controlli ai membri della famiglia del richiedente.
- L’applicazione automatica del diniego in caso di gravi precedenti medici.
Reazioni e critiche: accuse di stigma e incoerenze
Non sono mancate le reazioni indignate dal mondo accademico e dai difensori dei diritti umani. La docente Erin Corcoran, intervistata dal Times, ritiene che la misura sia una strategia mirata a scoraggiare l’accesso dei migranti più vulnerabili, presentandoli come potenziale minaccia sanitaria senza reali basi statistiche. Una contraddizione piuttosto evidente emerge osservando che gli stessi Stati Uniti, paese in cui l’obesità è tra le più diffuse al mondo, hanno avuto alla guida un presidente classificato clinicamente obeso secondo referti ufficiali del 2020.
Una tendenza al rafforzamento delle barriere legali
Va detto che questo giro di vite sanitario si inserisce in una cornice più ampia: già dalla rielezione a inizio 2024, Donald Trump ha promesso maggiore severità non solo contro l’immigrazione clandestina ma anche nei confronti degli ingressi regolari. Il rafforzamento delle restrizioni sui visti, inclusa la revoca per ragioni politiche o sanitarie, segna dunque la volontà americana di proteggere i propri interessi economici e sociali – anche a costo di nuove polemiche sulla discriminazione.