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Trump prevede che l’Europa cederà sull’acquisto della Groenlandia

Internazionale / Internazionale / Donald Trump / Unione europea
Par Redazione,  publié le 20 Gennaio 2026 à 15h32, modifié le 20 Gennaio 2026 à 15h32.
Internazionale

ADN

Donald Trump ritiene che i Paesi europei non opporranno grande resistenza di fronte al suo interesse per l’acquisizione della Groenlandia, ipotizzando una posizione debole dell’Europa rispetto alle sue ambizioni sul territorio artico.

Tl;dr

  • Trump insiste sull’acquisizione del Groenlandia.
  • L’UE valuta contromisure economiche contro gli USA.
  • Il caso crea tensioni diplomatiche globali nel 2026.

Tensione crescente tra Washington e Bruxelles

Nel gennaio 2026, la questione della sovranità sul Groenlandia è esplosa come uno dei nodi diplomatici più delicati dell’anno. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso la polemica con dichiarazioni pubbliche in cui ribadisce la sua intenzione di “prendere” il territorio autonomo danese, sottolineando che i leader europei «non resisteranno molto». Non si tratta soltanto di una boutade provocatoria: per l’amministrazione americana il Groenlandia rappresenta un «asset strategico» cruciale, al punto che affidare la sicurezza regionale ad altri è considerato impensabile.

Europa sul piede di guerra, minacce economiche in vista

La reazione europea non si è fatta attendere. A Bruxelles si lavora a possibili sanzioni commerciali, una risposta ferma all’escalation verbale proveniente da Washington. Da parte sua, il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha avvertito che sarebbe «sconsiderato» per l’Unione Europea procedere su questa strada. Il confronto ricorda altre ambizioni territoriali statunitensi del passato – come l’acquisto del canale di Panama o delle isole Vergini – ora richiamate apertamente per giustificare le pressioni attuali.

Davos e Parigi: diplomazia al lavoro senza precedenti

Nel tentativo di stemperare la crisi, il presidente americano intende riunire tutte le parti coinvolte durante il Forum Economico Mondiale di Davos. Parallelamente, il presidente francese Emmanuel Macron propone un vertice straordinario del G7 a Parigi già dal 22 gennaio. Un’iniziativa che si distingue per l’ampiezza degli inviti: oltre agli alleati storici, sono inclusi anche russi, ucraini, danesi e perfino siriani per affrontare apertamente le divergenze sul futuro artico.

Nodi personali e rivalità geopolitiche

Ma dietro alla fermezza politica si nascondono anche motivazioni personali. Secondo indiscrezioni vicine alla premier norvegese, Trump avrebbe legato la sua ossessione per il Groenlandia al recente smacco subìto con la mancata assegnazione del Nobel per la pace, vinto invece da María Corina Machado. La frustrazione personale sembra così alimentare ulteriormente una partita che intreccia risentimenti individuali a tensioni globali.

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • Crescente influenza cinese nella regione artica;
  • Precedenti storici nelle acquisizioni territoriali USA;
  • Tensioni irrisolte tra Washington e Bruxelles.

In definitiva, quella del Groenlandia rischia di diventare una delle prime grandi crisi internazionali dell’anno, simbolo di una stagione geopolitica densa di incognite e rivalità sempre più aperte.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Tensione crescente tra Washington e Bruxelles
  • Europa sul piede di guerra, minacce economiche in vista
  • Davos e Parigi: diplomazia al lavoro senza precedenti
  • Nodi personali e rivalità geopolitiche
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