The Abandons su Netflix: creatività contro algoritmi della piattaforma

Netflix / PR-ADN
La nuova serie The Abandons approda su Netflix, offrendo uno sguardo sulla tensione tra originalità narrativa e le logiche dettate dagli algoritmi della piattaforma, sollevando interrogativi sull’impatto delle strategie digitali sulla creatività televisiva.
Tl;dr
- Netflix cancella la serie western The Abandons.
- Produzione segnata da caos e abbandono del creatore.
- L’industria teme l’eccessiva influenza degli algoritmi.
Cancellazione prevedibile per The Abandons
Non ha sorpreso quasi nessuno la decisione di Netflix di interrompere definitivamente la produzione di The Abandons, serie western che aveva puntato tutto su un cast d’eccezione guidato da Gillian Anderson e Lena Headey. Fin dall’esordio, i numeri hanno parlato chiaro: appena il 30% su Rotten Tomatoes, un’accoglienza decisamente gelida che ha subito fatto presagire tempi difficili per il progetto. La trama, ambientata nell’America di metà Ottocento tra rivalità familiari e giochi di potere, non è mai riuscita a conquistare né critica né pubblico.
I retroscena: produzione travagliata e addio del creatore
Se si guarda dietro le quinte, emergono dettagli poco rassicuranti: la lavorazione della serie è stata tutt’altro che fluida. Costumi poco convincenti, intreccio confuso e personaggi che – nonostante il cast stellare – faticavano a lasciare il segno. A peggiorare la situazione è stato il clamoroso abbandono di Kurt Sutter, ideatore dello show noto anche per passati attriti professionali (come nel caso di Mayans). Sutter ha lasciato la serie a soli quattordici giorni dalla fine delle riprese, evento che ha portato alla riduzione drastica degli episodi previsti da dieci a sette. Nel caos dei reshoot e dei tentativi di rimediare agli errori dell’ultimo minuto, la produzione ne è uscita ulteriormente indebolita.
L’influenza degli algoritmi sotto accusa
Non senza polemica, lo stesso Sutter si è espresso sui social – salvo poi correggere il tiro probabilmente su pressione legale – sottolineando quanto sia rischioso privilegiare l’algoritmo alla visione creativa. Secondo il creatore, affidarsi troppo ai dati può facilmente condurre a sprechi ingenti (oltre 150 milioni di dollari per questa sola serie) senza alcuna garanzia sul risultato artistico.
L’incertezza del settore televisivo
La cancellazione di The Abandons pare sintetizzare le fragilità del momento che vive l’industria hollywoodiana: logiche finanziarie sempre più pressanti, direzioni artistiche sacrificate e una sensazione diffusa di disillusione. Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Peso crescente degli algoritmi nelle scelte creative;
- Difficoltà a sostenere produzioni rischiose o poco immediate;
- Tendenza delle piattaforme a privilegiare efficienza e profitto rispetto all’audacia narrativa.
Tra amarezze e autocritiche, resta la domanda sul futuro delle produzioni originali: sacrificare l’ambizione in nome della “misurabilità” sarà davvero sostenibile?