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Scoperta connessione tra acufene e importante funzione corporea

Salute / Salute / Ricerca / Cervello
Par Redazione,  publié le 7 Marzo 2026 à 8h31, modifié le 7 Marzo 2026 à 8h31.
Salute

ADN

Recenti studi hanno portato alla luce una correlazione sorprendente tra la percezione degli acufeni, comunemente noti come fischi alle orecchie, e una funzione essenziale dell’organismo, aprendo nuove prospettive nella comprensione di questo disturbo uditivo.

Tl;dr

  • Sonnolenza e acufene sono strettamente collegati.
  • Il sonno profondo attenua l’attività cerebrale anomala.
  • Nuove ricerche aprono a terapie non farmacologiche.

Un intreccio sorprendente tra sonno e acufeni

Sotto la superficie dei disturbi uditivi, una connessione rimasta a lungo in ombra sta oggi emergendo grazie al lavoro di ricercatori come il neuroscienziato Linus Milinski dell’Università di Oxford. Chi soffre di acufeni – quella percezione soggettiva e continua di suoni inesistenti, come fischi, ronzii o clic – spesso affronta notti difficili, ma solo recentemente la scienza ha iniziato a indagare seriamente sul rapporto tra questa condizione e il sonno.

Cosa succede nel cervello durante il riposo?

Mentre per la maggior parte delle persone gli acufeni restano un fenomeno distante, simile a un brutto sogno che svanisce al risveglio, per chi ne soffre ogni notte può diventare una lotta. Ebbene, le ricerche guidate da Milinski hanno rivelato che sia il sonno sia gli acufeni condividono una base comune: una spontanea attività cerebrale. L’ipotesi è affascinante: nelle fasi di sonno profondo (non-REM), onde cerebrali di ampia portata potrebbero temporaneamente sopprimere quella iperattività neuronale che sta alla base degli acufeni.

L’esperimento animale e le prospettive future

Per sondare questa possibilità, gli scienziati si sono affidati ai furetti, animali il cui sistema uditivo somiglia sorprendentemente a quello umano. È emerso che:

  • Nei furetti con acufeni gravi compaiono anche disturbi del sonno;
  • L’ingresso nel sonno profondo riduce la sovraeccitazione cerebrale associata agli acufeni;
  • I due fenomeni sembrano rafforzarsi a vicenda, creando un vero e proprio circolo vizioso.

L’implicazione? Il sonno profondo agirebbe da “maschera naturale” sugli acufeni e rompere questo meccanismo potrebbe rappresentare una strategia promettente contro il disturbo.

Dove porta questa scoperta?

Altre ricerche internazionali – come quelle recenti condotte in Cina – confermano che i pazienti affetti da acufene incontrano maggiori difficoltà nell’inibire l’attività cerebrale durante la transizione verso il sonno. Gli studiosi stanno ora cercando di capire come intervenire su questo circuito tra stress, insonnia e percezioni sonore fantasma. Secondo Milinski, perfezionare la qualità del sonno potrebbe finalmente offrire sollievo a chi vive assediato da questi suoni immaginari, accendendo nuove speranze sia per le neuroscienze sia per la clinica dei disturbi sensoriali.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un intreccio sorprendente tra sonno e acufeni
  • Cosa succede nel cervello durante il riposo?
  • L’esperimento animale e le prospettive future
  • Dove porta questa scoperta?
En savoir plus
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