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OpenAI e biomedicina: innovazioni nell’interfaccia uomo-macchina

Tecnologia / Tecnologia / Cervello / OpenAI
Par Redazione,  publié le 29 Ottobre 2025 à 20h21, modifié le 29 Ottobre 2025 à 20h21.
Tecnologia

OpenAI / PR-ADN

OpenAI sta sviluppando nuove applicazioni nel campo della biomedicina, puntando a creare connessioni sempre più strette tra esseri umani e tecnologie avanzate, con l’obiettivo di integrare intelligenza artificiale e corpo umano per nuove frontiere della ricerca.

Tl;dr

  • OpenAI sviluppa interfaccia cervello-macchina non invasiva.
  • Mikhail Shapiro guida la nuova iniziativa Merge Labs.
  • Obiettivo: superare limiti e rischi degli impianti attuali.

Una nuova sfida per l’innovazione tecnologica

Da qualche tempo, il settore delle interfacce cervello-macchina ha acquisito visibilità grazie a esperimenti pionieristici e iniziative ambiziose. Oggi, sotto la guida di Sam Altman, OpenAI sembra determinata ad andare oltre i confini della sola intelligenza artificiale generativa, guardando verso un futuro in cui il legame tra mente umana e dispositivi digitali potrebbe diventare diretto e naturale.

Il ruolo chiave di Merge Labs e Mikhail Shapiro

Proprio in quest’ottica si colloca l’attività di Merge Labs, startup sostenuta da OpenAI, che ha appena accolto tra le sue fila il noto ingegnere biomolecolare Mikhail Shapiro. Celebre per le sue ricerche sulle onde acustiche applicate alla biomedicina, Shapiro è chiamato a guidare lo sviluppo di una soluzione radicalmente differente rispetto agli impianti cerebrali tradizionali. Secondo quanto riportato da Alex Heath nella newsletter «Sources» di The Verge, la nuova tecnologia promette un’interfaccia non invasiva, probabilmente basata proprio sulle proprietà delle onde sonore.

I limiti delle tecnologie esistenti

Nel panorama attuale, è inevitabile il confronto con realtà come Neuralink di Elon Musk, divenuta famosa per aver impiantato una minuscola chip neurale nel cervello di alcuni pazienti, consentendo loro – come nel caso del paraplegico Noland Arbaugh – di compiere azioni fino a ieri impensabili. Tuttavia, questa tecnologia ha già incontrato ostacoli significativi: dalla complessità chirurgica ai rischi evidenziati da incidenti clinici, fino alle inchieste aperte dalla SEC statunitense sulla sicurezza dei dispositivi.

Diversi elementi spiegano la ricerca di alternative più accessibili:

  • L’uso di impianti diretti offre ottima precisione, ma comporta alti rischi.
  • I dispositivi esterni risultano più sicuri, ma meno efficaci.

L’ambizione: efficienza senza compromessi sulla sicurezza

In questo contesto, la strategia perseguita da OpenAI potrebbe rappresentare una svolta: offrire una soluzione altrettanto performante rispetto agli impianti intracranici ma senza necessità d’interventi invasivi. Se gli obiettivi dichiarati saranno raggiunti, si aprirà forse un nuovo capitolo nel nostro rapporto quotidiano con le macchine, rendendo tecnologie finora riservate a pochi molto più democratiche ed inclusive.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Una nuova sfida per l’innovazione tecnologica
  • Il ruolo chiave di Merge Labs e Mikhail Shapiro
  • I limiti delle tecnologie esistenti
  • L’ambizione: efficienza senza compromessi sulla sicurezza
En savoir plus
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