Iran: proteste sotto repressione, oltre 190 morti e Internet bloccato

ADN
In Iran, la repressione delle proteste ha già causato almeno 192 vittime, mentre il blocco di Internet continua a ostacolare le comunicazioni e la diffusione di informazioni sulla situazione nel Paese.
Tl;dr
- Proteste diffuse in Iran e repressione violenta.
- Quasi duemila vittime secondo alcune fonti ONG.
- Sostegno internazionale, ma clima di forte tensione.
Un’ondata di proteste senza precedenti
Negli ultimi giorni, l’Iran è teatro di manifestazioni che hanno assunto una portata mai vista negli ultimi anni. Tutto ha avuto inizio tra i commercianti di Teheran, esasperati dall’aumento dei prezzi e dal caro vita: un malcontento che, rapidamente, si è diffuso nelle principali città del Paese. Il clima, oggi, appare segnato da una tensione palpabile, con strade semi-deserte, scuole chiuse e attività commerciali costrette ad abbassare le serrande.
Sicurezza rafforzata e informazione sotto controllo
Mentre la pressione sociale cresce, il governo della Repubblica islamica ha optato per misure drastiche: le connessioni internet vengono interrotte a intermittenza, isolando gran parte della popolazione. Molti cittadini si trovano privati non solo delle comunicazioni essenziali, ma anche della possibilità di accedere a informazioni indipendenti o svolgere il telelavoro. In questo contesto soffocante, scene di scontri e cortei trapelano comunque all’estero grazie a tecnologie satellitari.
Bilancio umano e reazione internazionale
Secondo l’ONG norvegese Iran Human Rights (IHR), il bilancio delle vittime si aggrava giorno dopo giorno: sarebbero già almeno 192 i morti confermati e più di 2.600 gli arresti documentati. Tuttavia, alcune fonti parlano addirittura di quasi duemila decessi reali. Le organizzazioni come il Centro per i diritti umani in Iran (CHRI) denunciano ospedali saturi e morgue al collasso. Nel frattempo:
- L’ex leader dell’opposizione Reza Pahlavi invita le forze dell’ordine a schierarsi con la popolazione.
- Massoud Pezeshkian, attuale presidente, mobilita i sostenitori per difendere il regime contro quelli che definisce “criminali terroristi urbani”.
- L’apparato militare moltiplica gli arresti nelle aree calde.
Tensioni internazionali e futuro incerto
Le ripercussioni si avvertono anche fuori dai confini nazionali. Manifestazioni di solidarietà hanno animato città come Parigi, Londra e Vienna, mentre in altri casi – ad esempio a Istanbul – le autorità locali hanno impedito ogni forma di raduno davanti alle rappresentanze iraniane. Sul piano diplomatico la preoccupazione monta: l’ex presidente americano Donald Trump, infatti, minaccia “opzioni molto forti”, comprese azioni militari qualora la repressione dovesse oltrepassare certi limiti. Di fronte a queste incognite, la società iraniana resta sospesa tra paura e attesa, in un’atmosfera segnata da paralisi sociale e crescente incertezza sul futuro prossimo.