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Guillermo Del Toro rinnova il cinema con il suo Frankenstein

Cultura / Divertimento / Film / Netflix
Par Redazione,  publié le 3 Dicembre 2025 à 16h20, modifié le 3 Dicembre 2025 à 16h20.
Cultura

Netflix / PR-ADN

Guillermo Del Toro si confronta con il mito di Frankenstein, segnando un possibile nuovo capitolo nella sua carriera e nel panorama cinematografico. Il regista messicano propone una rilettura che potrebbe rappresentare una svolta per il genere.

Tl;dr

  • Guillermo del Toro realizza Frankenstein dopo vent’anni di attesa.
  • Il film segna un punto di svolta nella sua carriera.
  • Il regista annuncia nuove direzioni artistiche post-Frankenstein.

L’approdo su Netflix e la genesi di un sogno

Per Guillermo del Toro, vedere il suo personale Frankenstein finalmente su Netflix non rappresenta soltanto una vittoria creativa. Si tratta, piuttosto, della chiusura di una lunga parentesi: un progetto coltivato con pazienza per quasi vent’anni, spesso evocato dallo stesso cineasta come ossessione mai sopita. L’attore scelto per incarnare la creatura, Jacob Elordi, noto al grande pubblico per la serie Euphoria, ha preso il posto che inizialmente sembrava destinato all’abituale collaboratore Doug Jones. Del Toro non nasconde quanto questo film sia stato travolgente dal punto di vista umano e artistico: “Non ho mai vissuto un’esperienza così appagante”, rivela.

Dalla fascinazione infantile alla maturità artistica

Se si ripercorrono le tappe del percorso cinematografico del regista messicano – da Cronos fino a Blade 2 e Hellboy – emerge con chiarezza una costante: l’amore per i mostri. Eppure, questa trasposizione di Frankenstein costituisce qualcosa di più profondo. Come racconta nel volume «Frankenstein: Written and Directed by Guillermo del Toro», l’opera rappresenta il compimento di una ricerca iniziata nell’infanzia e sviluppata insieme a una squadra scelta con cura per dare forma a una visione ambiziosa. Non sono mancati momenti decisivi, come durante una scena cruciale girata con Oscar Isaac, in cui il regista ha percepito che qualcosa nella sua relazione con il cinema stava realmente cambiando.

Un nuovo corso dopo Frankenstein

Questa trasformazione non sancisce affatto un addio alla settima arte; piuttosto, inaugura una fase completamente diversa. Del Toro stesso ammette: “Era il mio passato, ora inizia qualcos’altro”. Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • L’intenzione di sperimentare linguaggi visivi ispirati ai film degli anni ’70;
  • Il desiderio di approfondire l’uso di luce e scenografia, campi finora solo sfiorati nella sua carriera;
  • L’ambizione di esplorare territori artistici inediti.

Sospeso tra passato e futuro

Rimane incerta la direzione che prenderà ora uno dei registi più celebrati del cinema contemporaneo; tuttavia, è evidente che si apre un capitolo coraggioso ed esplorativo nella sua evoluzione professionale. Nel frattempo, gli spettatori possono già immergersi in questa opera spartiacque: Frankenstein è disponibile su Netflix, pronto a segnare la fine simbolica di un viaggio – e forse l’inizio inatteso di un altro.

Le Récap
  • Tl;dr
  • L’approdo su Netflix e la genesi di un sogno
  • Dalla fascinazione infantile alla maturità artistica
  • Un nuovo corso dopo Frankenstein
  • Sospeso tra passato e futuro
En savoir plus
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