Ericsson: costi dell’intelligenza artificiale in aumento, profitti giù

ADN
Ericsson segnala un aumento significativo dei costi associati all’intelligenza artificiale, in un contesto di forte calo dei profitti. L’azienda svedese affronta sfide crescenti legate agli investimenti tecnologici e all’erosione della redditività.
Tl;dr
- Profondo calo dei ricavi e dei profitti Ericsson.
- Aumento dei costi, trainato da IA e semiconduttori.
- Strategie di adattamento per affrontare l’instabilità globale.
Ericsson: flessione finanziaria e nuove sfide industriali
Il primo trimestre del 2026 si è aperto con segnali poco rassicuranti per Ericsson, uno dei nomi storici della tecnologia europea. Le ultime cifre parlano chiaro: il gruppo svedese ha visto il proprio fatturato scendere a 49,3 miliardi di corone svedesi (circa 5,4 miliardi di dollari), registrando un calo del 10% rispetto all’anno precedente. Ancor più drastico il dato relativo al risultato netto, crollato addirittura del 79%, fermandosi a soli 887 milioni di corone. Il tutto in un contesto di cambi sfavorevoli e costi di ristrutturazione che hanno ulteriormente appesantito la performance.
Settori colpiti e variabili regionali
Tutte le principali divisioni aziendali hanno accusato la contrazione:
- Mobile Networks: -8%, pari a 32,9 miliardi di corone;
- Cloud Software and Services: -9%, ovvero 11,8 miliardi;
- Enterprise: addirittura -30%, fermandosi a quota 4,2 miliardi.
Le difficoltà non si distribuiscono però in modo uniforme su scala globale. Negli Stati Uniti le vendite sono diminuite, effetto diretto degli ingenti investimenti nei network effettuati nel 2025 e della conseguente revisione temporanea dei budget da parte degli operatori telecomunicazioni. Al contrario, in Europa come in Medio Oriente e Africa, la spinta alla modernizzazione delle infrastrutture e lo sviluppo della rete 5G hanno contribuito a mantenere una certa vivacità nel mercato.
Crescita dell’IA: impatto sui costi e risposta strategica
A pesare sulle prospettive future è soprattutto l’aumento dei prezzi nell’ambito dei semiconduttori, alimentato dalla corsa globale all’intelligenza artificiale. Su questo punto, l’amministratore delegato Borje Ekholm non nasconde le preoccupazioni: la società sta cercando soluzioni concrete lavorando in sinergia con clienti e fornitori, valutando sostituzioni di prodotti e rafforzando l’efficienza operativa.
Piani di adattamento per un contesto incerto
In questa fase delicata, secondo Ekholm risultano centrali gli investimenti pluriennali realizzati nella catena di approvvigionamento, ora più resiliente e diversificata. Nonostante il mercato globale delle reti radio (RAN) si preveda stabile nei prossimi mesi, il gruppo punta sulle attività legate ai servizi mission critical e al segmento Enterprise per superare la stagnazione del settore mobile. Una strategia che testimonia quanto oggi sia essenziale restare agili davanti alle incognite geopolitiche ed economiche che attraversano l’industria tech mondiale.