Diverticolosi negli anziani: sintomi, cause e prevenzione dopo 80 anni

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La diverticolosi rappresenta una condizione piuttosto comune tra le persone che hanno superato gli ottant’anni. Si tratta della presenza di piccoli rigonfiamenti nella parete del colon, spesso asintomatica ma da monitorare con attenzione.
Tl;dr
- Diverticolosi: molto comune negli anziani, spesso asintomatica.
- Rischi aumentati da dieta povera di fibre e sedentarietà.
- Sintomi gravi richiedono attenzione medica immediata.
Un segno silenzioso del tempo che passa
Con l’età, il corpo umano si trasforma anche all’interno, spesso senza che ce ne accorgiamo. Tra i cambiamenti più frequenti si annovera la comparsa della diverticolosi: una condizione caratterizzata dalla formazione di piccole tasche, chiamate diverticoli, lungo la parete del colon—soprattutto nella zona del sigma. Nella maggior parte dei casi, questa alterazione rimane inosservata e viene individuata solo durante esami come la colonscopia o l’imaging addominale.
Distinguere diverticolosi e diverticolite
Un dettaglio importante, talvolta fonte di confusione per i pazienti: la diverticolosi indica la sola presenza delle tasche (diverticoli), mentre la diverticolite si riferisce alla loro infiammazione. Come sottolinea la gastroenterologa Janyll Castineira (University of Miami), nella stragrande maggioranza dei casi le complicanze sono rare—meno del 15% evolve verso forme infiammatorie con sintomi come dolore addominale, gonfiore, stitichezza o febbre. Quando ciò avviene, riposo e una dieta liquida bastano spesso a risolvere il quadro clinico.
I principali fattori di rischio
Diverse condizioni contribuiscono alla comparsa di questa patologia:
- Dieta povera di fibre, diffusa nei paesi occidentali;
- Sedentarietà e sovrappeso;
- Tabagismo.
Secondo il NHS britannico, assumere tra i 25 e i 30 grammi di fibre al giorno può ridurre fino al 40% il rischio di ospedalizzazione per diverticolosi nelle persone tra i 50 e i 70 anni. In regioni come l’Africa o l’Asia, dove il consumo di fibre è elevato, questa condizione si presenta assai più raramente. Rimangono però irrisolti alcuni interrogativi sul ruolo del microbiota intestinale e dell’impiego di antibiotici o probiotici.
Quando preoccuparsi?
Benché rara, una complicanza grave è rappresentata dal sanguinamento delle tasche: causa fra il 30% e il 65% delle emorragie digestive basse. Spesso questo fenomeno è indolore e tende a risolversi spontaneamente, ma non va mai sottovalutato; ogni presenza di sangue nelle feci richiede un consulto medico tempestivo. Nei rari casi in cui sia necessario intervenire chirurgicamente—per esempio in caso di ascesso o perforazione—il decorso post-operatorio è generalmente positivo: quasi il 90% dei pazienti non presenta più sintomi dopo la rimozione della parte interessata.
Così, seppure invisibili agli occhi, certi segni del tempo sono gestibili con attenzione e informazione adeguata.