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COP30 in Brasile: emergenza climatica globale e sfide attuali

Internazionale / Internazionale / Clima / Brasile
Par Redazione,  publié le 11 Novembre 2025 à 22h07, modifié le 11 Novembre 2025 à 22h07.
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In Brasile prende il via la COP30, appuntamento cruciale per il clima globale. I lavori si svolgono mentre emergenze ambientali e temperature record sottolineano la necessità di azioni immediate contro il cambiamento climatico a livello internazionale.

Tl;dr

  • La COP30 si tiene a Belem, in Amazzonia.
  • Gravi sfide logistiche e tensioni internazionali persistono.
  • Il superamento dei 1,5°C minaccia paesi vulnerabili.

Un contesto inedito per la COP30

Quest’anno la COP30 si svolge a Belem, ai margini della foresta amazzonica, uno scenario che il presidente Lula da Silva ha scelto di proposito per costringere i leader mondiali a confrontarsi direttamente con la realtà della più grande foresta pluviale del pianeta. L’intento? Sottolineare quanto l’Amazzonia sia insieme baluardo contro il cambiamento climatico e vittima di minacce crescenti: dalla deforestazione selvaggia alle pressioni sui popoli indigeni.

Sfide logistiche e clima di tensione

A differenza delle precedenti edizioni, l’evento si svolge in condizioni tutt’altro che ideali. Il caldo umido e improvvisi acquazzoni sono solo una parte del quadro: dietro le quinte, le difficoltà organizzative sono già fonte di preoccupazione. Fonti vicine all’ONU parlano apertamente del rischio di carenza di cibo e persino di malfunzionamenti tecnici basilari come microfoni difettosi. Organizzare un summit per oltre 50.000 persone in una città poco attrezzata rappresenta una sfida senza precedenti.

Nodi diplomatici e questioni aperte

Proprio questa situazione tesa ha spinto Lula da Silva, durante il discorso inaugurale, a rivolgere un appello forte contro i negazionisti climatici e a sottolineare come «agire ora sia molto meno costoso che affrontare una guerra». Tuttavia, molte incognite pesano sulle negoziazioni:

Diversi elementi spiegano questa incertezza:

  • Scontro tra paesi ricchi e Sud globale su finanziamenti.
  • Difficoltà nel rafforzare il supporto ai territori colpiti da eventi estremi.
  • Ritorno in agenda della transizione dalle energie fossili – tema su cui, dopo Dubai 2023, il consenso resta instabile.

Sopra la conferenza incombe il limite dei 1,5°C

In tutto ciò aleggia l’ombra del superamento del limite critico degli 1,5°C rispetto all’era preindustriale. Anche il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha espresso seria preoccupazione: secondo molti esperti questo traguardo rischia ormai di essere inevitabile. Per rappresentanti come Manjeet Dhakal, portavoce dei paesi più vulnerabili, non è solo una questione numerica ma esistenziale: «1,5°C significa sopravvivenza». Così, tra incognite e tensioni palpabili, prende il via una delle conferenze sul clima più decisive degli ultimi decenni.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un contesto inedito per la COP30
  • Sfide logistiche e clima di tensione
  • Nodi diplomatici e questioni aperte
  • Sopra la conferenza incombe il limite dei 1,5°C
En savoir plus
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