Controllo tecnico auto d’epoca: novità sull’obbligo annuale

ADN
Per i proprietari di auto d’epoca, si profila la possibilità di non dover più sottoporre i propri veicoli al controllo tecnico annuale, una misura che potrebbe cambiare le attuali regole sulla revisione per questa categoria di mezzi.
Tl;dr
- Controllo tecnico annuale per veicoli anziani respinto dall’UE.
- Sostegno a nuove misure su emissioni e chilometraggio.
- Parlamento europeo deve ancora approvare le decisioni.
Controllo tecnico: nessuna svolta, i ministri europei mantengono la linea
Lo scenario rimane invariato: il tanto discusso rafforzamento del controllo tecnico annuale per le automobili e i furgoni con oltre dieci anni di età non si farà, almeno per ora. Nel corso della riunione tenutasi a Bruxelles lo scorso 4 dicembre, i ministri dei Trasporti dei Paesi dell’Unione europea hanno deciso all’unanimità di bocciare la proposta avanzata dalla Commissione europea. Secondo il governo francese, tale misura sarebbe risultata «ingiusta» nei confronti degli automobilisti.
L’equilibrio tra sicurezza e costi per gli automobilisti
Vale la pena ricordare che in gran parte dei Paesi dell’UE, vige già l’obbligo di sottoporre i veicoli privati a controlli regolari ogni due anni – obbligo che scatta dai quattro o dieci anni a seconda delle normative nazionali. In realtà, in stati come la Francia o la Germania, le regole sono addirittura più stringenti e partono dal quarto anno di vita del veicolo. Tuttavia, l’intenzione della Commissione di introdurre una verifica annuale aveva suscitato malumori diffusi. Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Aumento dei costi diretti per chi possiede un’auto anziana;
- Difficoltà economiche aggravate in un periodo di inflazione generalizzata;
- Poche prove d’impatto concreto sulla sicurezza stradale.
Sfide ambientali e nuove misure condivise
Nonostante la mancata approvazione dell’obbligo annuale, restano sul tavolo le priorità di Bruxelles in tema di sicurezza sulle strade e riduzione dell’inquinamento. I numeri parlano chiaro: secondo l’esecutivo comunitario, nell’ultimo anno quasi 19.800 persone hanno perso la vita sulle strade europee. I ministri hanno però accolto con maggiore favore alcune iniziative alternative proposte dalla Commissione, fra cui:
– Nuove metodologie per monitorare efficacemente le emissioni di ossidi d’azoto e polveri sottili;
– Misure specifiche contro il trucco dei contachilometri.
Parlamento europeo: ultima parola ancora da scrivere
Rimane però un aspetto fondamentale da sottolineare: le decisioni prese dai ministri non sono ancora operative. Prima che le modifiche possano diventare vincolanti per tutti i cittadini europei, sarà necessario attendere il pronunciamento ufficiale del Parlamento europeo. Qualora emergessero divergenze tra eurodeputati e Stati membri, si prevede una fase negoziale intensa alla ricerca di un compromesso condiviso da tutte le parti coinvolte.