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Come mantenere la mente attiva e giovane negli anni

Salute / Salute / Ricerca / Cervello
Par Redazione,  publié le 20 Ottobre 2025 à 10h57, modifié le 20 Ottobre 2025 à 10h57.
Salute

ADN

Un esperto condivide strategie e suggerimenti pratici per mantenere la mente attiva e lucida nel tempo, illustrando l’importanza di uno stile di vita sano, esercizi cognitivi mirati e abitudini quotidiane che favoriscono il benessere cerebrale.

Tl;dr

  • La réserve cognitive combat il declino cerebrale.
  • Esperienze e abitudini arricchiscono questa capacità.
  • Apprendere protegge la mente anche in età avanzata.

Cosa si intende per riserva cognitiva?

Negli ultimi anni, nei circoli scientifici si è affermato un concetto chiave per comprendere come il cervello possa difendersi dal passare del tempo: la riserva cognitiva. In sintesi, questa capacità rappresenta l’abilità del nostro cervello di adattarsi, compensando i danni dovuti all’età o a malattie neurodegenerative senza perdere, almeno inizialmente, le sue funzioni essenziali. Secondo il recente rapporto “Dementia prevention, intervention, and care”, pubblicato da The Lancet nel 2024, agendo su quattordici fattori modificabili — come l’inattività fisica, la depressione o l’isolamento sociale — si potrebbe evitare o almeno posticipare circa il 45% dei casi di demenza. Vale la pena ricordare che anche un basso livello di istruzione, già nelle prime fasi della vita, rappresenta un fattore di rischio significativo.

Una costruzione continua: non solo istruzione

Per lungo tempo la ricerca ha considerato l’istruzione formale come principale indicatore di riserva cognitiva. Ma oggi la visione si è evoluta. Non ci si limita più a ciò che viene appreso durante l’infanzia o la giovinezza: la riserva cognitiva si modella e si arricchisce per tutta la vita, grazie a nuove esperienze e stimoli cognitivi. Diverse attività, dall’apprendimento di uno strumento musicale alla pratica degli scacchi o al volontariato, contribuiscono in modo concreto a questo processo.

Diversi elementi spiegano questa evoluzione:

  • Il modello di «brain reserve» sottolinea l’importanza delle caratteristiche cerebrali innate.
  • Il modello «brain maintenance» valorizza uno stile di vita attivo nel rallentare l’invecchiamento cerebrale.
  • Il modello centrale, la riserva cognitiva vera e propria, punta invece sulla flessibilità funzionale del cervello.

Evidenze dalla ricerca internazionale

Ricerche svolte in Québec hanno evidenziato come strategie di apprendimento strutturato — dalla tecnica dei loci alla visualizzazione mentale — possano modificare in modo duraturo l’attività cerebrale. Persone con maggiore istruzione attivano aree cerebrali specifiche in modo più efficiente durante compiti cognitivi complessi. Un collegamento ormai ben documentato lega anni di scuola frequentati, quantità di sostanza grigia e capacità del cervello di adattarsi a sfide sempre nuove.

L’importanza della curiosità: mai troppo tardi per imparare

Ma il dato forse più incoraggiante arriva dalle ricerche più recenti: non esiste un limite d’età oltre il quale sia inutile investire su sé stessi. Programmi sperimentali come Engage, condotto dal Canadian Consortium on Aging, stanno testando l’impatto positivo di attività come l’apprendimento musicale, i videogiochi o una nuova lingua tra gli anziani. Non a caso, un gruppo dell’Université du Québec à Trois-Rivières sta studiando con successo gli effetti dell’apprendimento tardivo di una seconda lingua: i primi risultati suggeriscono che mantenere viva la curiosità intellettuale sia una delle migliori strategie per sostenere la propria salute cerebrale, anche in età avanzata.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Cosa si intende per riserva cognitiva?
  • Una costruzione continua: non solo istruzione
  • Evidenze dalla ricerca internazionale
  • L’importanza della curiosità: mai troppo tardi per imparare
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