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Chris Evans lascia Infinite: cosa cambia per il film

Cultura / Divertimento / Film / Mark Wahlberg
Par Redazione,  publié le 30 Novembre 2025 à 18h00, modifié le 30 Novembre 2025 à 18h00.
Cultura

Paramount Pictures / PR-ADN

L’uscita di Chris Evans dal cast di Infinite ha rappresentato un momento cruciale per la produzione, portando a una serie di difficoltà organizzative e aprendo interrogativi sul futuro del progetto cinematografico.

Tl;dr

  • «Infinite» perde Chris Evans, sostituito da Mark Wahlberg.
  • Uscita limitata su streaming, accoglienza critica deludente.
  • Sceneggiatura e personaggi poco convincenti penalizzano il film.

L’ambizione tradita di «Infinite»

Quando nel 2019 Paramount Pictures annuncia la produzione di «Infinite», le aspettative volano alte: la regia affidata all’esperto Antoine Fuqua, sceneggiatura firmata da Ian Shorr e Todd Stein, un cast che avrebbe dovuto vedere protagonista Chris Evans, fresco dell’addio a Captain America. L’obiettivo era chiaro: creare una nuova saga capace di rivaleggiare con colossi come «Matrix», la serie Bourne o Mission: Impossible. Ma l’entusiasmo si spegne bruscamente quando Evans abbandona il progetto per impegni in «Defending Jacob», lasciando spazio a Mark Wahlberg. Un cambio che fin dall’inizio segna il destino incerto della pellicola.

Dalla sala al digitale: una distribuzione travagliata

Il set si apre comunque nel settembre 2019, con un cast di tutto rispetto: accanto a Wahlberg, figurano anche Chiwetel Ejiofor, Dylan O’Brien e Sophie Cookson. Seppur risparmiato dalle complicazioni pandemiche che fermarono molti set coevi, il film subisce diversi slittamenti nella data d’uscita, passando da maggio a settembre 2021. Alla fine, però, niente sala: il debutto avviene direttamente su Paramount+. Un colpo basso per un’opera concepita come blockbuster.

I limiti strutturali: trama e personaggi sotto accusa

Eppure, anche se fosse approdato nelle sale, difficilmente sarebbe stato accolto in modo migliore. Secondo la maggior parte dei critici, «Infinite» non va oltre una pallida imitazione dei suoi illustri modelli. Wahlberg interpreta un uomo tormentato che scopre di essere un «Infinite», cioè capace di reincarnarsi e ricordare le vite precedenti—un’idea forte ma sviluppata superficialmente. Gli antagonisti, i Believers e i Nihilists, restano incastrati in cliché prevedibili; persino le spettacolari sequenze action richiamano troppo da vicino quelle di Matrix senza aggiungere nulla.

Diversi elementi spiegano questa débâcle:

  • Sceneggiatura frammentaria, che impedisce l’empatia dello spettatore;
  • Estetica curata, ma priva di vera originalità narrativa;
  • Casting solido ma sprecato: gli attori non riescono a rendere credibile il mondo rappresentato.

L’ultimo interrogativo su un’occasione mancata

Anche dopo l’arrivo su Amazon Prime Video nel 2024, «Infinite» resta distante dal diventare una pietra miliare del genere fantascientifico. In fondo, ci si domanda se nemmeno la presenza originaria di Chris Evans avrebbe potuto ribaltare le sorti del progetto. Rimane dunque una sola vera domanda aperta: perché investire tanto su un film incapace di distinguersi davvero?

Le Récap
  • Tl;dr
  • L’ambizione tradita di «Infinite»
  • Dalla sala al digitale: una distribuzione travagliata
  • I limiti strutturali: trama e personaggi sotto accusa
  • L’ultimo interrogativo su un’occasione mancata
En savoir plus
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