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Bevande calde aumentano il rischio di cancro? Studi e rischi

Salute / Salute / Ricerca / Quotidiano
Par Redazione,  publié le 29 Marzo 2026 à 9h03, modifié le 29 Marzo 2026 à 9h03.
Salute

ADN

Negli ultimi anni, diversi studi scientifici hanno indagato il possibile legame tra il consumo di bevande calde e l’aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore, suscitando interrogativi su abitudini diffuse come tè e caffè bollenti.

Tl;dr

  • Bevande sopra 65°C aumentano rischio tumore esofageo.
  • Il rischio dipende dalla temperatura, non dalla bevanda.
  • Raffreddare e bere lentamente limita i pericoli.

Il vero rischio: non la bevanda, ma la sua temperatura

Un gesto familiare come sorseggiare un tè o un caffè bollente, spesso associato a momenti di pausa e piacere, nasconde un aspetto meno noto e potenzialmente insidioso. Secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC, affiliata all’OMS), consumare abitualmente bevande a temperature superiori ai 65°C è stato classificato nel 2016 come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”. Sconcertante? In realtà il nodo cruciale non risiede nella natura della bevanda – sia essa tè, caffè o altro – ma nella temperatura con cui viene ingerita.

Cosa accade all’esofago sotto “shock termico”

Quando si deglutisce un liquido troppo caldo, la mucosa dell’esofago subisce una vera e propria aggressione. La ripetizione di questo “shock termico” può portare a infiammazioni croniche e ad attivare frequenti processi di rigenerazione cellulare. Di conseguenza, ogni divisione cellulare rappresenta un’occasione in più affinché si verifichino errori nel DNA: è proprio questa sequenza che può favorire lo sviluppo del cancro dell’esofago, in particolare del carcinoma squamoso (ESCC). Studi condotti sia su modelli animali sia su popolazioni umane confermano ormai il collegamento tra esposizione termica reiterata e rischio oncologico.

Dati epidemiologici e fattori che influiscono sul rischio

Le principali indagini epidemiologiche concordano nell’individuare una relazione chiara tra consumo abituale di liquidi molto caldi e incidenza dei tumori esofagei. Tuttavia, il livello di rischio può variare sensibilmente in base alle consuetudini culturali – dalla velocità con cui si beve alla scelta dei recipienti – senza trascurare altri elementi concorrenti come fumo e alcol.

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • Sorseggiare lentamente riduce l’impatto sulle mucose.
  • L’attesa di qualche minuto dopo aver versato la bevanda abbassa efficacemente la temperatura.
  • Anche una semplice verifica con un termometro domestico aiuta a evitare rischi inutili.

Sensibilizzare senza allarmismi: il giusto equilibrio quotidiano

Nessuno rischia danni irreparabili per un caffè bollente occasionale. La questione diventa rilevante solo in presenza di esposizioni frequenti e prolungate nel tempo. Particolare attenzione va posta da chi presenta già fragilità all’esofago. In definitiva, il piacere del caffè o del tè rimane intatto se si concede qualche istante alla tazza perché raggiunga una temperatura più sicura: proteggere la salute non significa rinunciare alle proprie abitudini, ma saperle modulare con consapevolezza.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Il vero rischio: non la bevanda, ma la sua temperatura
  • Cosa accade all’esofago sotto “shock termico”
  • Dati epidemiologici e fattori che influiscono sul rischio
  • Sensibilizzare senza allarmismi: il giusto equilibrio quotidiano
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