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Assassin’s Creed: Johan Renck regista della serie Netflix

Cultura / Divertimento / Serie TV / Netflix
Par Redazione,  publié le 24 Dicembre 2025 à 17h03, modifié le 24 Dicembre 2025 à 17h03.
Cultura

Netflix / PR-ADN

Netflix ha affidato la regia della serie dedicata ad Assassin’s Creed a Johan Renck, già noto per il suo lavoro su Chernobyl. Il progetto segna un nuovo capitolo televisivo per il celebre franchise videoludico di Ubisoft.

Tl;dr

  • Netflix produce una serie su Assassin’s Creed.
  • Johan Renck dirige, dopo il flop del film 2016.
  • Il formato seriale promette maggiore profondità narrativa.

Un nuovo capitolo per Assassin’s Creed su Netflix

Non capita spesso che una saga come Assassin’s Creed, già simbolo della cultura videoludica moderna, torni a far parlare di sé grazie a una svolta tanto attesa. Dopo il deludente esperimento cinematografico del 2016 con protagonisti nomi altisonanti come Michael Fassbender e Marion Cotillard, la famosa serie si prepara ora a un debutto sul piccolo schermo: una nuova produzione affidata alle cure di Netflix, che sembra intenzionata a riscattare gli errori del passato.

L’importanza del formato seriale nelle trasposizioni videoludiche

Negli ultimi anni, le trasposizioni dei videogiochi hanno trovato nel linguaggio televisivo uno spazio ideale per crescere. Se al cinema l’accoglienza è stata spesso tiepida – basti ricordare il successo modesto di Sonic o Super Mario Bros – il formato seriale ha permesso a titoli complessi come The Last of Us o Fallout di conquistare pubblico e critica grazie alla possibilità di esplorare in profondità le storie e i personaggi. Diversi elementi spiegano questa scelta strategica:

  • Narrativa più articolata e fedele alle origini videoludiche.
  • Sviluppo graduale dell’universo narrativo.
  • Coinvolgimento emotivo sostenuto puntata dopo puntata.

La regia di Johan Renck: tra esperienza e aspettative

A conferire ulteriore prestigio al progetto è la presenza di Johan Renck, regista premiato per la miniserie Chernobyl. La sua sensibilità visiva, combinata alla capacità di costruire atmosfere dense e coinvolgenti, lascia intuire un approccio diverso rispetto alle precedenti trasposizioni. Soprattutto, la scelta di affidargli il timone suggerisce una volontà precisa: trattare l’universo di Assassin’s Creed non solo come un prodotto d’azione, ma anche come un racconto capace di affascinare spettatori esigenti.

L’attesa dei fan: speranza cauta e curiosità crescente

Mentre la produzione prende forma, cresce anche la curiosità tra gli appassionati storici della saga e i nuovi spettatori attratti dalla fama del franchise. Se da una parte rimane vivo il ricordo delle delusioni passate, dall’altra si avverte la sensazione che questa volta il mix tra narrazione dilatata e talento registico possa finalmente rendere giustizia all’intricata mitologia degli Assassini. E chissà, forse stavolta la scommessa sarà davvero vinta.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un nuovo capitolo per Assassin’s Creed su Netflix
  • L’importanza del formato seriale nelle trasposizioni videoludiche
  • La regia di Johan Renck: tra esperienza e aspettative
  • L’attesa dei fan: speranza cauta e curiosità crescente
En savoir plus
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