Apple cresce nonostante la crisi globale dei semiconduttori
Apple / PR-ADN
Nonostante le difficoltà globali causate dalla carenza di semiconduttori, Apple continua a registrare risultati positivi sul mercato, dimostrando una notevole capacità di adattamento e mantenendo una solida posizione nel settore tecnologico internazionale.
Tl;dr
- Profitti Apple in crescita nonostante la crisi RAM.
- Prezzi RAM e SSD in aumento imminente.
- Possibili rincari sui prossimi prodotti Apple.
Profitti record per Apple, ma nubi all’orizzonte
Nonostante la persistente crisi mondiale della memoria RAM, il colosso Apple ha recentemente annunciato risultati finanziari sorprendenti. Durante l’ultimo incontro con gli investitori, il gruppo ha comunicato un balzo del profitto netto, passato da 36 a 42 miliardi di dollari in un solo anno. Questo exploit è stato sostenuto dalle vendite senza precedenti di iPhone e iPad, così come dalla vitalità dei servizi digitali quali l’App Store e Apple Music, che hanno registrato una crescita del fatturato del 14%. I nuovi modelli di iPhone e iPad — tra cui gli attesi iPhone 17, iPhone 17 Pro e iPad Pro M5 — sembrano aver giocato un ruolo determinante.
Pendolo della crisi: la minaccia della carenza di RAM
Eppure, dietro a questi numeri brillanti si nasconde una realtà più incerta. Dalla fine del 2025, la penuria globale di memoria vive sta diventando sempre più evidente. Il CEO Tim Cook minimizza: l’impatto sarebbe stato finora “minimo” sulle finanze dell’azienda. Tuttavia, alcuni segnali fanno riflettere. Le vendite di Mac sono scese del 6,7%, quelle degli accessori collegati del 2,2%. Nella filiera tecnologica si osservano comportamenti inconsueti: alcuni rivenditori arrivano persino a rimuovere le barre di RAM dai computer esposti nei negozi per scongiurare furti.
Aumenti previsti su futuri prodotti Apple?
Le prospettive per l’universo Apple appaiono più incerte nei prossimi mesi. L’incremento dei costi di RAM e SSD, ormai inevitabile secondo analisti e fonti interne al settore (tra cui contratti in scadenza con fornitori come Samsung e SK Hynix), potrebbe portare a rincari concreti già dal prossimo trimestre. Tra le ipotesi più accreditate figura una crescita significativa dei prezzi dei prossimi dispositivi — come il futuro MacBook Air M5 o il prossimo iPhone 18.
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Crescita esponenziale della domanda globale di memoria.
- Difficoltà logistiche che allungano i tempi di consegna.
- Tensione nei rapporti con i principali fornitori asiatici.
Sfide e strategie tra scorte e nuovi rischi
Nell’incertezza crescente, la strategia delineata da Tim Cook punta a valutare ogni opzione possibile per arginare gli effetti della crisi. Per ora, un buon margine di manovra viene garantito dai consistenti stock accumulati — si parla di nove-dodici mesi secondo fonti come Intel. Tuttavia, questo vantaggio è destinato ad affievolirsi se la situazione dovesse protrarsi. Segnali d’allarme? Tempi d’attesa più lunghi per certi MacBook Pro, speculazioni su futuri display OLED, e ancora nessuna risposta definitiva su quanto tutto ciò peserà davvero sui consumatori. Qualora la crisi si protraesse fino al 2028 come stimato da Micron, assisteremo verosimilmente a un aumento sensibile dei prezzi dei dispositivi firmati Apple nei prossimi anni.