Apple apre l’App Store alle app di terze parti in Brasile

ADN
Le autorità brasiliane hanno imposto ad Apple di modificare le regole del suo App Store, obbligando l’azienda a consentire agli sviluppatori di offrire metodi di pagamento alternativi all’interno delle applicazioni scaricate dagli utenti nel paese sudamericano.
Tl;dr
- Apple consentirà pagamenti esterni e app store alternativi.
- Nuove commissioni su transazioni e download da terzi.
- Pressioni regolatorie in Brasile seguono trend globale.
L’accordo che cambia il panorama digitale brasiliano
Sotto la crescente pressione dell’Administrative Council of Economic Defense (CADE), il principale ente antitrust del Brasile, Apple ha deciso di modificare profondamente le sue regole sull’App Store. Dopo anni di indagini sulle pratiche giudicate anticoncorrenziali della società californiana, si è raggiunta un’intesa destinata a rivoluzionare l’esperienza degli utenti iOS nel Paese sudamericano. Questa mossa non arriva certo in modo isolato, ma si inserisce in una tendenza globale che sta costringendo i giganti digitali a una maggiore apertura.
Pagamenti alternativi e negozi di app concorrenti: la svolta
Tra gli aspetti più innovativi dell’accordo, spicca la possibilità per gli sviluppatori di proporre sistemi di pagamento esterni per gli acquisti in-app. In altre parole, d’ora in poi sarà consentito includere link o pulsanti che rimandano a siti terzi, ponendo fine all’obbligo del canale unico attraverso l’App Store. Non solo: queste opzioni dovranno essere messe in evidenza tanto quanto quelle offerte nativamente da Apple. Ma c’è di più. Per la prima volta sarà permessa anche l’installazione di store applicativi alternativi su dispositivi iOS. Pur mantenendo il diritto di informare l’utente con messaggi imparziali, la casa della mela cede così su uno dei suoi principi storici.
Commissioni e nuove tariffe: cosa cambia davvero
La ridefinizione delle regole comporta anche una revisione del sistema delle commissioni. Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Nessun costo se il pagamento esterno viene indicato solo tramite testo semplice;
- Commissione del 15% sui link cliccabili verso sistemi di pagamento terzi;
- Sulle transazioni effettuate tramite App Store resterà una percentuale tra il 10% e il 20%;
- L’utilizzo del sistema nativo comporterà un ulteriore balzello del 5%;
- Per ogni download da uno store alternativo verrà applicata una “Core Technology Fee” pari al 5%.
Sotto lo spettro delle sanzioni: un contesto internazionale agitato
La società californiana dispone ora di appena 105 giorni per adeguarsi alle nuove disposizioni, pena una multa che potrebbe arrivare fino a 27 milioni di dollari. La vicenda brasiliana si riflette su scala mondiale: l’Unione Europea, con il suo Digital Markets Act, ha già imposto sanzioni record – seppur contestate – e negli Stati Uniti prosegue lo scontro giudiziario con Epic Games. L’impressione è che l’era dei giardini digitali recintati stia mostrando le prime crepe, sotto la spinta di governi sempre meno disposti a tollerare monopoli nascosti nei nostri dispositivi.