Amazon diminuisce drasticamente le spedizioni tramite USPS: cosa cambia

Amazon / PR-ADN
Amazon ha significativamente diminuito il volume delle spedizioni affidate al servizio postale statunitense, segnando una svolta nelle proprie strategie logistiche e influenzando l'organizzazione delle consegne di uno dei maggiori operatori e-commerce mondiali.
Tl;dr
- Amazon riduce drasticamente le spedizioni tramite USPS.
- Nuovo modello d’asta imposto da USPS per le consegne.
- Incertezza logistica e finanziaria per entrambe le parti.
Un legame storico arriva al bivio
Negli Stati Uniti, il sodalizio tra Amazon e la US Postal Service (USPS), da anni colonna portante della distribuzione dei pacchi online, si trova oggi di fronte a una svolta inattesa. Le recenti indiscrezioni, diffuse dal Wall Street Journal, rivelano che il colosso dell’e-commerce si prepara a ridurre di circa due terzi i volumi affidati alla USPS già nel corso del 2025: una decisione che coinvolgeva fino all’anno scorso circa il 15% delle spedizioni gestite dall’agenzia postale statunitense.
I motivi dietro la rottura: nuova strategia e cambi di vertice
Le ragioni di questa svolta sono molteplici. A fine 2024, dopo lunghe trattative, la USPS ha interrotto bruscamente le negoziazioni con Amazon, nonostante quest’ultima puntasse a rafforzare ulteriormente la collaborazione. Secondo fonti interne, il cambio è legato all’arrivo del nuovo Postmaster General, David Steiner, che dalla sua nomina nel maggio 2025 ha rivoluzionato le regole del gioco: addio agli accordi diretti e spazio a un sistema d’asta aperta per l’affidamento delle consegne dell’ultimo miglio. Una scelta volta – almeno nelle intenzioni – a garantire «una tarificazione più efficiente in base alle capacità locali di ciascun partner», ma che ha spiazzato sia storici clienti che osservatori del settore.
Piani alternativi e nuove sfide logistiche per Amazon
La prospettiva di dover improvvisamente trasferire altrove centinaia di milioni di pacchi ha obbligato Amazon a rivedere in fretta le proprie strategie operative. L’azienda aveva presentato tempestivamente un’offerta nell’ambito della nuova procedura d’appalto lo scorso febbraio, ma finora senza ricevere alcuna risposta definitiva da parte della USPS. Restano quindi forti incognite sulla pianificazione logistica a lungo termine per il gruppo guidato da Andy Jassy: serviranno investimenti rilevanti e una capacità d’adattamento fuori dal comune.
Tensioni finanziarie ed equilibrio instabile per USPS
Sul fronte opposto, anche la situazione della stessa agenzia postale appare tutt’altro che rosea. Il deficit netto nell’ultimo esercizio ha superato i 9 miliardi di dollari, spingendo Steiner davanti al Congresso per chiedere una riforma strutturale: fra le ipotesi avanzate figurano l’aumento del tetto massimo d’indebitamento (attualmente fermo a 15 miliardi di dollari), nuovi ritocchi alle tariffe e interventi sui costi pensionistici.
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Cambiamenti nella governance con l’arrivo di Steiner.
- Adozione dell’asta come nuovo standard contrattuale.
- Pesi finanziari crescenti e pressioni legislative.
Con il contratto attuale in scadenza solo a fine settembre 2026 e gli esiti della gara pubblica attesi non prima dell’estate dello stesso anno, il futuro del rapporto tra questi due protagonisti – pubblico e privato – resta sospeso tra incertezze economiche e innovazioni imposte dal mercato.