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Amazon: come i dazi USA influenzano l’aumento dei prezzi

Internazionale / Tecnologia / Amazon / inflazione
Par Redazione,  publié le 22 Gennaio 2026 à 14h18, modifié le 22 Gennaio 2026 à 14h18.
Internazionale

Amazon / PR-ADN

L’aumento dei prezzi dovuto alle recenti tariffe imposte dagli Stati Uniti mette Amazon sotto pressione, costringendo il colosso dell’e-commerce a ridefinire strategie e politiche commerciali per affrontare l’impatto sui consumatori e sui fornitori.

Tl;dr

  • I prezzi su Amazon aumentano dopo le nuove tariffe USA.
  • Scarsità di componenti elettronici spinge i costi ancora più in alto.
  • I consumatori affrontano un futuro incerto tra inflazione e innovazione.

Prezzi in crescita: la nuova realtà per Amazon

Se si osserva oggi il carrello su Amazon, emerge subito una tendenza chiara: i prezzi stanno salendo, e la causa va ricercata nell’impatto persistente delle nuove tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti nel 2025. Questo scenario è stato evidenziato dallo stesso Andy Jassy, amministratore delegato del colosso dell’e-commerce, durante il recente summit di Davos. Dopo una prima fase in cui le scorte accumulate avevano permesso di contenere l’aumento dei prezzi, la strategia ha mostrato i suoi limiti già dall’autunno scorso.

L’effetto “tariff creep” e le strategie dei venditori

La progressiva erosione degli stock non soggetti a dazi ha portato a un fenomeno che alcuni analisti definiscono «tariff creep», ovvero una crescita graduale ma costante dei prezzi al dettaglio. La risposta dei venditori sulla piattaforma risulta variegata: c’è chi trasferisce l’intero sovrapprezzo sui clienti finali, chi preferisce assorbire parte dei costi pur di mantenere competitività e chi cerca soluzioni intermedie. Secondo dati raccolti da Dataweave nella primavera scorsa, su oltre duecento prodotti monitorati il trend è inequivocabile: appena entrate in vigore le nuove tariffe, le offerte e gli sconti sono diminuiti drasticamente mentre gli annunci di rincari si sono moltiplicati tra i produttori.

Pesa la crisi dei componenti elettronici

Ma non è tutto: parallelamente all’inflazione importata dalle politiche commerciali, pesa anche la persistente crisi nella fornitura di componenti elettronici — un problema che in gergo tecnico alcuni chiamano «RAMageddon». La scarsità di memoria e altri chip ha spinto verso l’alto i listini di prodotti come PC portatili e smartphone, aggravando ulteriormente la situazione per chi punta a dispositivi di fascia alta.

Diversi elementi spiegano questa pressione sui prezzi:

  • Sfruttamento degli stock residui fino all’esaurimento;
  • Negoziati serrati con fornitori e partner esterni;
  • Aggiustamenti selettivi delle tariffe in base a domanda e prodotto.

Un futuro sotto osservazione per i consumatori

In definitiva, il quadro appare complesso per il consumatore medio. Tra un’inflazione dettata da scelte politiche e tensioni continue nel settore tecnologico, persino lo stesso Jassy invita alla cautela: se finora la clientela di Amazon ha retto l’urto, resta da vedere quale sarà la risposta nei prossimi mesi. Le prospettive restano aperte tra nuovi equilibri economici e possibili innovazioni che potrebbero — forse — alleggerire il conto finale.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Prezzi in crescita: la nuova realtà per Amazon
  • L’effetto “tariff creep” e le strategie dei venditori
  • Pesa la crisi dei componenti elettronici
  • Un futuro sotto osservazione per i consumatori
En savoir plus
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