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ADN spazzatura: nuova arma per distruggere le cellule tumorali

Salute / Salute / Ricerca / Cancro
Par Redazione,  publié le 4 Novembre 2025 à 10h43, modifié le 4 Novembre 2025 à 10h43.
Salute

ADN

Un recente studio ha evidenziato come porzioni di DNA precedentemente considerate inutili possano essere attivate per combattere le cellule tumorali dall’interno, aprendo nuove prospettive nella ricerca contro il cancro.

Tl;dr

  • L’ADN « poubelle » joue un rôle contre certains cancers.
  • Des « gènes sauteurs » rendent les cellules cancéreuses vulnérables.
  • Les inhibiteurs de PARP ciblent efficacement ces cellules malignes.

Scoperte inattese nell’ADN « spazzatura »

Negli ultimi anni, la visione della comunità scientifica sull’ADN non codificante, spesso etichettato come « spazzatura », sta subendo un cambiamento radicale. Una vasta parte di queste sequenze, da lungo tempo considerate inutili, si rivela invece avere funzioni chiave nella regolazione genica e nella patogenesi di alcune forme di cancro del sangue. A guidare queste scoperte è stato un gruppo internazionale coordinato dal King’s College London, che ha puntato i riflettori sui cosiddetti elementi transposabili.

I “geni saltatori”: un tallone d’Achille per il tumore

All’interno del genoma umano, i cosiddetti elementi transposabili – o “geni saltatori” – sono frammenti di DNA capaci di spostarsi autonomamente da una posizione all’altra. Se in passato venivano ritenuti residui evolutivi privi di funzione, oggi sappiamo che possono modificare l’attività dei geni e svolgere ruoli determinanti sia nella fisiologia normale sia nello sviluppo di patologie. In particolare, nei pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche o leucemie linfocitarie croniche – due malattie ematologiche resistenti alle terapie tradizionali – mutazioni nei geni ASXL1 ed EXH2 impediscono la produzione delle proteine bersaglio delle cure convenzionali. Proprio in questi casi, si assiste a una massiccia attivazione degli elementi transposabili all’interno del DNA tumorale.

Nuove strategie terapeutiche: la debolezza come opportunità

Curiosamente, questa proliferazione incontrollata destabilizza le cellule cancerose, costringendole a dipendere da un sofisticato sistema di riparazione che ruota attorno alla proteina PARP. Partendo da questa osservazione, gli scienziati hanno sperimentato su modelli animali e cellulari umani alcuni inibitori della PARP già usati contro altri tumori. I risultati ottenuti sono sorprendenti: tali farmaci riescono a colpire selettivamente le cellule maligne risparmiando in buona parte quelle sane.

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • I farmaci già disponibili possono essere impiegati con nuovi obiettivi.
  • Le cellule sane risultano meno esposte agli effetti collaterali.
  • Si apre la possibilità di trattare anche altri tipi di cancro.

Verso una medicina sempre più mirata

Nonostante questi risultati siano per ora circoscritti a esperimenti in laboratorio, la prospettiva è quella di inaugurare una nuova generazione di terapie basate sulla cosiddetta « sintesi letale »: sfruttare cioè le vulnerabilità molecolari dei tumori invece dei loro punti di forza. Secondo il biologo Chi Wai Eric So, questa strada potrebbe restituire speranza ai pazienti con forme refrattarie della malattia, utilizzando farmaci già presenti nella pratica clinica. Serviranno però studi più ampi per confermare il valore clinico di questa strategia e valutarne l’applicabilità su altre neoplasie.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Scoperte inattese nell’ADN « spazzatura »
  • I “geni saltatori”: un tallone d’Achille per il tumore
  • Nuove strategie terapeutiche: la debolezza come opportunità
  • Verso una medicina sempre più mirata
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