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Accesso permanente ai videogiochi: la battaglia contro lo stop

Tecnologia / Tecnologia / Videogiochi / Campagna
Par Redazione,  publié le 24 Febbraio 2026 à 8h35, modifié le 24 Febbraio 2026 à 8h35.
Tecnologia

ADN

La campagna Stop Killing Games si pone al centro del dibattito sull’accesso continuativo ai videogiochi, denunciando la scomparsa di titoli digitali e chiedendo misure concrete per garantire la preservazione e la fruibilità nel tempo delle opere videoludiche.

Tl;dr

  • Campagna Stop Killing Games verso la creazione di ONG.
  • Polemica dopo la rimozione di The Crew da Ubisoft.
  • Nuove pressioni legali e politiche sugli editori di videogiochi.

L’onda lunga di Stop Killing Games

La crescente tensione tra i diritti dei consumatori digitali e il controllo delle grandi case di produzione trova oggi un nuovo palcoscenico. Il movimento internazionale Stop Killing Games, guidato dall’attivista Ross Scott, si prepara a compiere un salto significativo trasformandosi in soggetto formale del dibattito pubblico. Un’iniziativa che ha preso corpo soprattutto dopo la contestata rimozione del gioco The Crew da parte di Ubisoft, caso che ha scatenato un acceso dibattito sulla proprietà digitale e sull’accesso ai titoli acquistati.

Dalla protesta alla costruzione di ONG

Sull’onda dell’indignazione collettiva, il movimento ha raccolto oltre un milione di firme nel corso del 2023. Forte di questa mobilitazione, il gruppo guidato da Scott sta ora progettando la nascita di due organizzazioni non governative (ONG): una per l’Unione europea, l’altra per gli Stati Uniti. L’obiettivo? Creare un contrappeso durevole al potere degli editori, offrendo tutela a quei giocatori privati improvvisamente dei giochi regolarmente acquistati.

Percorsi concreti: dal monitoraggio alle istituzioni europee

Il piano della campagna è articolato e già proiettato verso azioni concrete. Diversi elementi spiegano questa strategia:

  • Sviluppo di una piattaforma per segnalare casi di revoca ingiustificata dell’accesso ai giochi.
  • Dossier legale dettagliato – circa 500 pagine – con analisi delle pratiche più controverse dell’industria videoludica.
  • Apertura di tavoli negoziali con la Commissione europea, per tentare d’influenzare le future norme comunitarie sul tema.

I primi effetti: segnali di apertura da Ubisoft

A fronte delle crescenti pressioni, non sono mancati segnali concreti: proprio Ubisoft, epicentro della controversia, ha recentemente introdotto una modalità offline per il titolo The Crew 2. Una mossa letta come parziale vittoria dagli attivisti, ma anche come semplice inizio di una contesa più ampia, destinata a lasciare il segno sulle future regole dell’ecosistema digitale videoludico. Resta ora da vedere quale impatto riuscirà ad avere questo movimento nel ridefinire i confini tra proprietà digitale e diritti degli utenti.

Le Récap
  • Tl;dr
  • L’onda lunga di Stop Killing Games
  • Dalla protesta alla costruzione di ONG
  • Percorsi concreti: dal monitoraggio alle istituzioni europee
  • I primi effetti: segnali di apertura da Ubisoft
En savoir plus
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