Il ritorno della Mummia: nuovo film senza Brendan Fraser

Warner Bros. Pictures / PR-ADN
Il nuovo film dedicato alla Mummia si distingue nettamente dalle celebri interpretazioni di Brendan Fraser, proponendo un approccio diverso che segna una svolta rispetto ai precedenti capitoli e all’immaginario consolidato dalla saga degli anni Novanta.
Tl;dr
- Nuova visione horror di Lee Cronin su La Momie.
- Franchise segnato dall’eredità di Brendan Fraser.
- Ritorno alle radici oscure e inquietanti del mito.
Il peso dell’eredità Brendan Fraser
Difficile parlare del nuovo Le Réveil de la momie senza evocare, almeno per un istante, il ricordo indelebile lasciato da Brendan Fraser. Le recenti precisazioni di Blumhouse Productions, che ha tenuto a sottolineare come l’attore americano non compaia nella pellicola diretta da Lee Cronin, sono la dimostrazione della confusione identitaria che aleggia ancora oggi sul franchise. In effetti, la saga de La Momie non ha mai seguito un vero filo conduttore: dalle origini nei film dei Universal Monsters del 1932 alle derive avventurose degli anni ‘90, passando per il poco fortunato esperimento Dark Universe con Tom Cruise, il pubblico ha visto la figura della mummia trasformarsi e sbiadire nel tempo.
Dall’avventura al terrore: una metamorfosi culturale
Con la trilogia firmata da Stephen Sommers, la mummia si è allontanata dalla sua dimensione spaventosa per avvicinarsi a quella, quasi grottesca, dell’intrattenimento familiare sulla scia di Indiana Jones. Una generazione intera ha iniziato a vedere questo antico mostro più come fonte di gag che di incubi. Tuttavia, tornando indietro negli anni, ogni incarnazione cinematografica aveva saputo reinterpretare i temi forti delle origini: spiritualismo, esotismo e quell’ombra persistente dell’occultismo che per decenni hanno alimentato l’immaginario collettivo.
Cronin riscrive le regole dell’orrore egizio
Proprio qui si inserisce la scelta radicale di Lee Cronin: abbandonare le strade battute e restituire alla mummia quella carica perturbante e disturbante perduta nel tempo. Il nuovo film non cerca più l’avventura rocambolesca ma mette in scena una possessione familiare angosciante, dove la protagonista Katie (Natalie Grace) sperimenta orrori fisici e psicologici ai limiti della sopportazione. Diversi elementi spiegano questa decisione:
- I bendaggi della mummia si fondono con la carne della protagonista.
- L’estirpazione equivale a un’atroce mutilazione.
- Sotto le bende vive un demone egizio ancestrale.
Questi dettagli segnano un ritorno alla paura primordiale, tra riferimenti ai classici Universal e suggestioni dark contemporanee.
Mille volti per un mito eterno
Alla fine, ogni epoca continua a reinventare il mito della mummia secondo le proprie paure e i propri gusti. Se alcuni spettatori resteranno fedeli allo stile scanzonato dell’era Fraser, altri potrebbero ritrovarsi conquistati dall’approccio più crudo e innovativo proposto da Cronin. Un fatto resta certo: c’è ancora spazio sul grande schermo per tutte le infinite declinazioni di questa leggendaria creatura.