Western HBO al cinema: polemiche e recensioni negative

HBO Pictures / PR-ADN
Il primo film prodotto da HBO ad arrivare nelle sale cinematografiche è un western che ha sollevato molte polemiche e non ha convinto la critica, suscitando dibattiti e aspettative disattese tra gli appassionati del genere.
Tl;dr
- Flashpoint fu un flop per pubblico e critica.
- Kris Kristofferson non riuscì a rilanciarsi con il film.
- HBO proseguì comunque nella produzione cinematografica.
Un debutto difficile per HBO sul grande schermo
Nel panorama dei primi anni ’80, la decisione di HBO di cimentarsi nel mondo del cinema sembrava una mossa audace, sostenuta dalla voglia di imporsi anche fuori dal piccolo schermo. Il film scelto per inaugurare questa avventura fu Flashpoint, un neo-western ispirato al romanzo di George LaFountaine. L’ambizione era alta: colpire l’immaginario collettivo e conquistare pubblico e critica, complice una partnership con Columbia Pictures e la presenza di nomi noti come Kris Kristofferson e Treat Williams. Tuttavia, le aspettative finirono rapidamente deluse.
L’ombra degli insuccessi precedenti e la trama intricata
Prima ancora del ruolo che lo avrebbe consacrato in Blade, Kristofferson aveva già attraversato stagioni alterne a Hollywood. I più attenti ricorderanno il clamoroso fallimento di Heaven’s Gate, altro esempio della complessità del western negli anni Ottanta. In Flashpoint, Kristofferson interpreta Bobby Logan, agente della Border Patrol impegnato insieme al collega Ernie Wyatt (Williams) nella scoperta di un cadavere misterioso e di un bottino sepolto nel deserto texano. I sospetti su un legame con l’assassinio storico avvenuto in Texas nel 1963 alimentano tensione e sospetto, mentre l’FBI entra prepotentemente in scena.
Cattivo riscontro e critiche pungenti
Nonostante la cura produttiva e la promozione affidata a una major come Columbia, i risultati economici furono ben al di sotto delle previsioni: appena 3,8 milioni di dollari incassati contro un budget vicino ai dieci milioni. Il giudizio della stampa fu altrettanto impietoso. Roger Ebert sottolineò come il film iniziasse promettente ma si perdesse proprio nel finale: una chiusura considerata poco originale, dove l’intreccio veniva spiegato all’improvviso da un personaggio esterno. Dal canto suo Kevin Thomas (Los Angeles Times) parlò apertamente di «intrigo autolesionista».
L’eredità di Flashpoint: HBO guarda avanti
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- L’ambizione di affermarsi come protagonista anche nel cinema;
- La volontà di imparare dagli errori iniziali;
- L’interesse crescente verso nuove forme produttive.
Nonostante il tonfo iniziale, HBO non abbandonò il sogno cinematografico. Anzi, già l’anno successivo arrivarono nuovi progetti come Heaven Help Us o Volunteers. Forse proprio quel passo falso ha rappresentato una tappa necessaria per costruire una presenza sempre più solida nell’industria dell’audiovisivo americana.