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Gruppo sanguigno che protegge da infarto e problemi cardiaci

Salute / Salute / Ricerca / Sangue
Par Redazione,  publié le 3 Ottobre 2025 à 9h51, modifié le 3 Ottobre 2025 à 9h51.
Salute

ADN

Recenti studi scientifici hanno individuato una correlazione tra un determinato gruppo sanguigno e un minor rischio di infarto, evidenziando come questa caratteristica possa influenzare positivamente la salute cardiovascolare rispetto ad altri gruppi sanguigni.

Tl;dr

  • Gruppi sanguigni non-O: rischio cardiovascolare più elevato.
  • Fattori di coagulazione spiegano parte della differenza.
  • Prevenzione personalizzata utile secondo il gruppo sanguigno.

Il gruppo sanguigno: una variabile spesso trascurata

In tema di salute cardiovascolare, i riflettori sono solitamente puntati su pressione alta e colesterolo. Eppure, secondo studi recenti condotti su ampie coorti seguite per oltre vent’anni, anche il gruppo sanguigno assume un ruolo tutt’altro che marginale. Le ultime ricerche, pubblicate su riviste come «Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology», suggeriscono infatti che questa caratteristica genetica possa incidere profondamente sul rischio di sviluppare patologie cardiache.

Una differenza di rischio da non sottovalutare

Chi appartiene ai gruppi sanguigni A, B o AB, noti come «non-O», sembra esposto a una probabilità più elevata di incorrere in malattie coronariche rispetto a chi ha gruppo O. I dati parlano chiaro: per i non-O il rischio può crescere dal 6% fino al 23%. E non si tratta solo di infarti: lo spettro comprende anche insufficienza cardiaca e addirittura l’ictus in età relativamente precoce. Un’indagine comparsa sul «Journal of Thrombosis and Haemostasis» stima che gli individui con gruppo AB potrebbero avere un rischio di ictus da 1,6 a 7 volte superiore rispetto a quelli del gruppo O.

I meccanismi biologici alla base delle disparità

Ma perché questa differenza? Gli scienziati ipotizzano almeno due elementi chiave:

  • Maggiori livelli di fattori della coagulazione, come il fattore VIII e il fattore von Willebrand, nei soggetti non-O, rendono più probabile la formazione di trombi arteriosi.
  • Tendenza all’infiammazione cronica, condizione strettamente correlata all’insorgenza delle principali patologie cardiovascolari.

Questo mosaico biologico contribuisce a chiarire perché alcuni siano più vulnerabili alle malattie del cuore pur avendo stili di vita simili.

Dalla conoscenza alla prevenzione mirata

Sapere qual è il proprio gruppo sanguigno si rivela dunque un’informazione preziosa, soprattutto per chi rientra nei gruppi a maggior rischio. Diversi elementi spiegano questa indicazione:

  • Un monitoraggio medico più attento per individuare tempestivamente eventuali segnali d’allarme.
  • Cura particolare dello stile di vita – alimentazione equilibrata e regolare attività fisica diventano fondamentali.
  • Laddove vi siano precedenti familiari, valutare strategie preventive ancora più personalizzate.

Sebbene modificare il proprio sangue sia impossibile, essere consapevoli del proprio profilo può aiutare ad adottare precauzioni mirate contro le insidie delle patologie cardiovascolari.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Il gruppo sanguigno: una variabile spesso trascurata
  • Una differenza di rischio da non sottovalutare
  • I meccanismi biologici alla base delle disparità
  • Dalla conoscenza alla prevenzione mirata
En savoir plus
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