Attacchi a siti petroliferi e del gas in Medio Oriente: allarme globale

ADN
L’attacco a importanti infrastrutture energetiche nel Medio Oriente solleva preoccupazioni globali, poiché il settore del gas e del petrolio della regione riveste un ruolo cruciale per l’economia mondiale e la stabilità dei mercati internazionali.
Tl;dr
- Attacchi colpiscono infrastrutture energetiche in tutto il Golfo.
- Timori crescenti per la sicurezza dell’approvvigionamento globale.
- Escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran preoccupa i mercati.
Nuovo focolaio di tensione: il Golfo sotto assedio
Negli ultimi mesi, l’area del Golfo Persico è tornata al centro delle preoccupazioni mondiali, a causa di una serie di attacchi che hanno preso di mira le principali infrastrutture energetiche della regione. Dal finire di febbraio 2026, il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha cambiato marcia, colpendo nodi strategici come il Qatar, l’Iran stesso, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita. In un quadro già delicato, questa escalation rischia di ridisegnare profondamente la mappa della sicurezza energetica globale.
I siti nel mirino: Ras Laffan, South Pars e oltre
Uno degli episodi più gravi si è registrato al nord del Qatar: il complesso di Ras Laffan, la più grande piattaforma al mondo per la liquefazione del gas naturale. Ripetuti raid attribuiti all’Iran hanno causato danni significativi alle strutture e innescato incendi poi circoscritti. La società statale QatarEnergy, pur confermando la situazione sotto controllo, si trova ora sotto pressione per garantire il rispetto dei contratti con partner come Total, Shell, e Sinopec.
Quasi in contemporanea, si sono verificati altri attacchi su punti nevralgici:
- L’isola iraniana di Kharg – responsabile del 90% delle esportazioni petrolifere nazionali – è stata bersaglio di una raffica americana.
- A Ruwais (Emirati Arabi Uniti) la quarta raffineria mondiale ha sospeso le operazioni dopo un attacco con droni.
- A Ras Tanura (Arabia Saudita) un raid iraniano ha fermato temporaneamente una raffineria cruciale.
Nel frattempo, Israele avrebbe risposto colpendo South Pars, da cui proviene quasi il 70% del gas consumato in Iran. A rendere ancora più incerto lo scenario, le dichiarazioni dell’ex presidente americano Donald Trump: pur smentendo il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nell’attacco israeliano, ha minacciato la «distruzione totale» del giacimento se la crisi dovesse degenerare.
I rischi per i mercati globali dell’energia
Questa catena di eventi sta scuotendo l’equilibrio dei mercati mondiali: mai come ora ci si interroga sulla reale solidità delle catene di fornitura di gas naturale liquefatto (GNL) e petrolio. Mentre le minacce reciproche continuano a moltiplicarsi, governi occidentali e osservatori internazionali temono ripercussioni pesanti su prezzi ed export.
Dove porterà questa escalation?
Nessuno sembra voler fare il primo passo indietro e cresce l’incertezza sulla possibile estensione del conflitto. La domanda che circola tra analisti ed esponenti politici è una sola: quanto ancora potrà reggere la fragile architettura della sicurezza energetica mondiale?