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Watchmen: storia e curiosità sul film maledetto

Cultura / Film / Divertissement / Zack Snyder
Par Redazione,  publié le 17 Febbraio 2026 à 18h43, modifié le 17 Febbraio 2026 à 18h43.
Cultura

DC / PR-ADN

Fin dalla fase iniziale di produzione, Watchmen ha incontrato ostacoli significativi, tra controversie creative e difficoltà organizzative, che hanno segnato il percorso del film, rendendolo un progetto complesso e discusso nel panorama cinematografico.

Tl;dr

  • Alan Moore ha sempre rifiutato l’adattamento cinematografico.
  • La produzione di Watchmen fu travagliata e segnata da litigi.
  • L’accoglienza al film fu fredda e controversa.

Un adattamento segnato dalla discordia

Quando si pensa a Watchmen, diretto da Zack Snyder nel 2009, emergono subito le polemiche che lo hanno accompagnato sin dall’inizio. L’adattamento della celebre graphic novel, pubblicata tra il 1986 e il 1987, venne osteggiato dallo stesso autore: Alan Moore. Profondamente contrario a qualunque trasposizione cinematografica, lo scrittore britannico rinunciò persino ad essere accreditato, lasciando ogni diritto al disegnatore Dave Gibbons. Per Moore, Hollywood non sarebbe mai stata in grado di cogliere la complessità e la satira tagliente del materiale originale.

Una produzione tormentata e litigiosa

Dietro le quinte, il percorso produttivo di Watchmen si trasformò in una vera odissea. Opzionato già nel 1986, il progetto vagò per oltre vent’anni da uno studio all’altro. Nel 2008 scoppiò una disputa legale tra 20th Century Fox e Warner Bros. Pictures, entrambe decise a rivendicare i diritti di distribuzione. Questa situazione pesante influenzò fortemente l’umore di Snyder, che arrivò perfino ad ammettere – sulle pagine del New York Times – di aver sperato in cuor suo che il film restasse per sempre inedito.

L’idea romantica del “film fantasma”

Avvicinandosi all’uscita nelle sale nel marzo 2009 (resa possibile solo grazie a un accordo faticosamente raggiunto), il regista si divertì a immaginare un destino alternativo per la sua opera. Se fosse rimasta nell’ombra, avrebbe potuto raggiungere uno status mitico tra gli appassionati; come ha raccontato lui stesso, alcuni amici avrebbero potuto narrare la trama oralmente in giro per il mondo, trasformandola in leggenda popolare. Un’ipotesi quasi romantica: l’aura misteriosa di un capolavoro mai visto.

Bilancio freddo e reazioni divise

Alla fine però il film debuttò nei cinema con un budget compreso tra i 120 e i 150 milioni di dollari, incassandone circa 187 milioni: numeri ben lontani dalle aspettative dei produttori. La critica si dimostrò tiepida; su Rotten Tomatoes il punteggio risultò mediocre, riflettendo una spaccatura tanto nella stampa quanto nel pubblico. Diversi elementi spiegano questa accoglienza:

  • L’adattamento venne percepito come troppo rigido rispetto all’originale.
  • Mancava la profondità emotiva della graphic novel.
  • I fan restarono divisi sul risultato finale.

Oggi, a distanza di anni, resta vivo il dibattito su cosa sarebbe diventato davvero quel “capolavoro invisibile” se fosse rimasto imprigionato nei cassetti degli studios hollywoodiani.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un adattamento segnato dalla discordia
  • Una produzione tormentata e litigiosa
  • L’idea romantica del “film fantasma”
  • Bilancio freddo e reazioni divise
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