Intervento per autismo sconsigliato: le nuove raccomandazioni degli esperti

ADN
Dopo un lungo periodo di impiego, una pratica terapeutica rivolta ai disturbi dello spettro autistico viene oggi sconsigliata dagli specialisti del settore, alla luce delle nuove valutazioni scientifiche e delle recenti raccomandazioni degli esperti.
Tl;dr
- La HAS esclude la psychanalyse per l’autismo.
- Solo terapie con basi scientifiche raccomandate.
- Polemiche tra famiglie e professionisti del settore.
Un netto cambio di rotta nella cura dell’autismo
La recente decisione della Haute autorité de santé (HAS) segna una svolta significativa nel panorama francese della presa in carico dell’autismo. Dopo anni di dibattito e incertezza, l’ente ha reso pubbliche nuove linee guida che, senza mezzi termini, escludono ufficialmente la psychanalyse dalle raccomandazioni per il trattamento dei bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico. Nel testo diffuso il 12 febbraio 2026, viene sottolineato come le prove a supporto di questa metodologia siano “insufficienti”, relegandola così tra le pratiche da non consigliare.
Il primato delle prove scientifiche
Questa presa di posizione si allinea a una tendenza sempre più netta: privilegiare approcci basati su solide evidenze scientifiche. Fino ad oggi, la HAS aveva mantenuto un atteggiamento più sfumato, limitandosi a definire la psychanalyse “non consensuale”. Ora però, la direzione è chiara: restano raccomandate esclusivamente le terapie comportamentali e sviluppo-centriche, da avviare fin dai primi segnali di un potenziale disturbo — addirittura prima che il quadro diagnostico venga confermato. È la prima revisione sostanziale delle linee guida in oltre dieci anni.
Una comunità divisa e polemiche riaccese
La decisione della HAS, però, non trova tutti d’accordo. Diversi elementi spiegano questa accesa contrapposizione:
- Le famiglie e molte associazioni di pazienti chiedono l’esclusione definitiva della psychanalyse, sottolineando l’assenza di benefici dimostrati.
- D’altra parte, organizzazioni di psicologi e psichiatri lamentano le difficoltà nell’applicare criteri scientifici alle psicoterapie tradizionali e difendono il pluralismo terapeutico.
Lo stesso presidente della HAS, Lionel Collet, aveva già contribuito a riaccendere il confronto proponendo che alcune raccomandazioni diventassero “opposables”, ovvero giuridicamente vincolanti — proposta che ha suscitato forti reazioni tra i professionisti del settore sanitario.
Verso una nuova era nelle terapie per l’autismo?
Mentre sullo sfondo persistono tensioni storiche sulla legittimità della psychanalyse nell’ambito dei disturbi dello sviluppo infantile in Francia, sta emergendo gradualmente una linea più rigorosa: solo interventi fondati su dati certi potranno essere adottati dalle strutture sanitarie. La sensazione diffusa è che ci si stia avviando verso un modello assistenziale dove il peso delle opinioni lascia spazio all’evidenza scientifica — anche se resta da vedere quale impatto concreto avrà questa trasformazione sulle pratiche cliniche quotidiane.