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Meta reintroduce Name Tag: funzionalità social discussa e attuale

Tecnologia / Tecnologia / Meta / Occhiali
Par Redazione,  publié le 15 Febbraio 2026 à 20h56, modifié le 15 Febbraio 2026 à 20h56.
Tecnologia

Meta / PR-ADN

Meta ha deciso di reintrodurre la funzione Name Tag sulle sue piattaforme, una scelta che riaccende il dibattito tra sostenitori e critici per quanto riguarda privacy e sicurezza degli utenti all’interno dell’ecosistema digitale del colosso tecnologico.

Tl;dr

  • Meta rilancia la riconoscenza facciale nelle smart glasses.
  • La funzione «Name Tag» solleva dubbi su privacy ed etica.
  • Contesto politico USA visto come favorevole da Meta.

Ritorno della riconoscenza facciale: Meta accelera sulle smart glasses

Nel settore delle tecnologie indossabili, la riconoscenza facciale fa nuovamente capolino, questa volta attraverso le lenti delle smart glasses di Meta. Dopo aver abbandonato apparentemente questa tecnologia nel 2021 a seguito di forti reazioni pubbliche sulla tutela della privacy, l’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha ripreso silenziosamente a sperimentarla. Secondo quanto riportato dal The New York Times, il colosso statunitense starebbe lavorando a una nuova funzione in collaborazione con marchi quali Ray-Ban e Oakley, pronta a scuotere ancora una volta il dibattito pubblico.

Name Tag: tra innovazione e timori per la privacy

Al centro delle discussioni c’è «Name Tag», un progetto che consentirebbe agli utenti delle nuove smart glasses di riconoscere le persone incontrate per strada. Le modalità sono ancora oggetto di studio: si ipotizza che la funzione possa limitarsi all’identificazione dei propri contatti attraverso le applicazioni di Meta, oppure permettere l’accesso a informazioni pubbliche estratte da profili Instagram. Resta esclusa, almeno per ora, una identificazione istantanea e universale di chiunque passi davanti alle lenti.

Eppure, nonostante questa cautela tecnica, i timori su possibili abusi restano alti. Preoccupazioni legate sia alla violazione della privacy che al rischio di derive etiche hanno già spinto gli sviluppatori a rinviare il lancio ufficiale durante una conferenza dedicata alle persone non vedenti.

L’evoluzione della strategia Meta: dalla prudenza all’ambizione

Dopo aver chiuso il programma «Face Recognition» su Facebook nel 2021, l’azienda ha tuttavia continuato a utilizzare queste tecnologie su altre piattaforme — Instagram e Facebook — soprattutto per identificare contenuti fraudolenti sfruttando volti di celebrità. Nel tempo, tali sistemi sono stati estesi dall’America verso l’Europa e l’Asia, segnando una presenza meno evidente ma costante.

Il contesto politico USA come possibile finestra d’opportunità?

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • L’instabilità politica negli Stati Uniti viene percepita dai team di Reality Labs, divisione R&D di Meta, come una fase propizia.
  • I gruppi civici contrari alle tecnologie invasive potrebbero essere più concentrati su altre urgenze nei prossimi mesi.
  • C’è la volontà di recuperare terreno rispetto ai principali concorrenti tecnologici come OpenAI.

Insomma, mentre la società prova a rilanciarsi come pioniere dell’, resta aperta la questione cruciale: fino a che punto siamo disposti ad accettare nuove frontiere nella raccolta dei dati biometrici?

Le Récap
  • Tl;dr
  • Ritorno della riconoscenza facciale: Meta accelera sulle smart glasses
  • Name Tag: tra innovazione e timori per la privacy
  • L’evoluzione della strategia Meta: dalla prudenza all’ambizione
  • Il contesto politico USA come possibile finestra d’opportunità?
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