Apple sotto accusa per pubblicità ingannevole su Siri

ADN
Apple si trova al centro di nuove polemiche dopo essere stata accusata di aver adottato pratiche pubblicitarie ingannevoli riguardo alle reali capacità di Siri, il suo assistente virtuale, sollevando interrogativi sull’accuratezza delle informazioni fornite agli utenti.
Tl;dr
- Apple accusata di pubblicità ingannevole sull’iPhone 16.
- Funzionalità chiave di Siri ritardate fino al 2026.
- Possibile impatto legale per tutto il settore tecnologico.
Un processo che scuote la Silicon Valley
Non capita spesso che una delle aziende simbolo della tecnologia mondiale finisca sotto i riflettori per questioni di trasparenza. Eppure, questa volta, è proprio ciò che succede a Apple Inc.: una class action, denominata « Landsheft v. Apple Inc. », coinvolge ben 69 consumatori del nord della California. Al centro della controversia ci sono le promesse fatte in occasione del lancio dell’iPhone 16, in particolare quelle relative alle nuove funzionalità di Siri basate su Apple Intelligence, e le tempistiche tutt’altro che immediate con cui queste verranno realmente rese disponibili.
Promesse disattese e aspettative deluse
Le aspettative erano altissime: pubblicità spettacolari – alcune con la presenza di Bella Ramsey – lasciavano presagire un salto generazionale per l’assistente vocale di Cupertino. Tuttavia, dopo l’entusiasmo seguito alla conferenza WWDC 2024, si è presto scoperto che molte delle funzionalità annunciate avrebbero richiesto aggiornamenti progressivi: alcune arriveranno con iOS 18, altre addirittura soltanto nel 2026 con l’aggiornamento iOS 26.4. La stessa Apple, a marzo scorso, ha dovuto ammettere ufficialmente il ritardo su diverse innovazioni chiave.
I punti contestati dai consumatori
A questo punto, si comprende meglio cosa abbia spinto tanti utenti a rivolgersi ai tribunali federali. Diversi elementi spiegano questa decisione:
- L’assistente vocale migliorato era stato presentato come motivo principale d’acquisto, senza però essere disponibile al lancio.
- L’introduzione delle nuove funzioni IA è stata frammentaria e poco chiara nei tempi.
- Le campagne pubblicitarie sono state ritenute fuorvianti rispetto alle reali capacità iniziali del prodotto.
Difesa e ripercussioni future per l’intero settore
Dal canto suo, la difesa di Apple ribatte sottolineando come l’iPhone 16 offra già quasi venti nuove opzioni legate ad Apple Intelligence, citando strumenti come Genmoji e Writing Tools. Secondo gli avvocati dell’azienda californiana, la causa sarebbe dunque « eccessiva », vista anche l’evoluzione delle fotocamere e delle prestazioni hardware. Tuttavia, questa vicenda rischia di segnare un precedente importante: se il tribunale dovesse accogliere le richieste dei consumatori, non solo Cupertino ma tutto il comparto tecnologico sarebbe costretto a ripensare la propria comunicazione commerciale in futuro. In attesa della decisione prevista per gennaio 2026, resta aperto anche un altro procedimento contro Apple riguardante sostanze chimiche nei cinturini degli Apple Watch.