Screening del tumore ai polmoni: diagnosi precoce entro il 2030

Gros plan d'un scanner thoracique affichant des images complexes sur un écran haute résolution.
Il governo annuncia un piano per estendere a tutta la popolazione il programma di screening mirato per il cancro ai polmoni, puntando a una copertura nazionale entro il 2030 per migliorare la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia.
Tl;dr
- Nuovo progetto pilota per il cancro del polmone.
- Dai 50 ai 74 anni, forti fumatori coinvolti.
- Diagnosi precoce con scanner toracico a bassa dose.
Un cambio di passo nella prevenzione
In Francia, il cancro del polmone rappresenta ancora oggi la neoplasia più letale, con circa 30.400 decessi annui secondo la Ligue contre le cancer. A fronte di decine di migliaia di nuove diagnosi ogni anno, spesso in fase già avanzata, la sfida principale resta individuare i tumori quando sono ancora curabili. È in questa direzione che si muovono le ultime decisioni delle autorità sanitarie.
Progetto IMPULSION: verso un nuovo screening nazionale
Proprio in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, la ministra della Salute Stéphanie Rist ha illustrato ai microfoni di franceinfo una svolta significativa: dal marzo 2026 partirà un’inedita campagna sperimentale di screening. Il progetto, coordinato da AP-HP e dai Hospices Civils de Lyon, arruolerà oltre 20.000 cittadini, con l’obiettivo – dichiarato dall’Institut national du cancer (Inca) – di allargare lo screening a tutta la popolazione a rischio entro il 2030. Un traguardo che potrebbe incidere in modo decisivo sulla riduzione delle forme tumorali evitabili fino al 25%.
I criteri per l’accesso allo screening
Chi potrà partecipare? La selezione avverrà secondo parametri ben precisi:
- Età compresa tra i 50 e i 74 anni;
- Aver fumato almeno 20 pacchetti/anno ed essersi fermati da meno di 15 anni.
È bene sottolineare che alcune donne con specifici precedenti clinici saranno escluse dal programma, come ricordano gli esperti dell’AP-HP. La scelta punta ad individuare chi presenta un rischio elevato ma può realmente trarre beneficio da una diagnosi anticipata.
L’importanza dello scanner toracico a bassa dose
Al centro dell’iniziativa spicca l’utilizzo dello scanner toracico a bassa dose: questa tecnologia permette non solo esami più rapidi e meno invasivi rispetto ai metodi convenzionali, ma espone anche a minori radiazioni. Le evidenze scientifiche convergono su un punto: tale strumento può ridurre sensibilmente – fino al 25% – il tasso di mortalità tra i soggetti a rischio. Attualmente, il tumore viene spesso individuato o per caso durante altri controlli o quando i sintomi respiratori sono già avanzati. Accelerare la diagnosi prima dell’insorgere dei segnali d’allarme diventa quindi prioritario. In definitiva, rafforzare il depistaggio mirato significa offrire reali possibilità di salvezza e cambiare radicalmente lo scenario della lotta al cancro polmonare nel Paese.