Stop alle pubblicità ingannevoli sui social: novità SCAM Act

ADN
L’entrata in vigore dello SCAM Act promette un giro di vite sulle pubblicità ingannevoli diffuse tramite i social network, introducendo nuove regole per tutelare gli utenti e garantire maggiore trasparenza nelle comunicazioni digitali.
Tl;dr
- Proposta di legge USA contro pubblicità online fraudolente.
- Meta accusata di profitti miliardari da annunci illeciti.
- Forte impatto economico sulle vittime statunitensi, specialmente anziani.
Pubblicità ingannevoli: una sfida bipartisan negli Stati Uniti
Il fenomeno delle pubblicità fraudolente sui principali social network americani è ormai sotto i riflettori, con cifre che lasciano interdetti e nuovi dati che rivelano la portata del problema. La crescente pressione dell’opinione pubblica e la diffusione di truffe digitali hanno spinto il Congresso a muoversi su un terreno finora poco regolamentato.
L’iniziativa legislativa: la SCAM Act
Recentemente, i senatori Ruben Gallego (Democratico, Arizona) e Bernie Moreno (Repubblicano, Ohio) hanno presentato al Senato il Safeguarding Consumers from Advertising Misconduct Act, meglio noto come SCAM Act. L’obiettivo dichiarato è quello di imporre ai giganti tecnologici l’obbligo di adottare misure «ragionevoli» per fermare la diffusione di inserzioni ingannevoli e truffaldine. In caso contrario, sia la Federal Trade Commission (FTC) sia i procuratori generali degli Stati potranno avviare azioni civili contro le piattaforme inadempienti.
I numeri della frode: Meta nel mirino
Un’indagine pubblicata da Reuters nel novembre 2025 ha sollevato forti preoccupazioni: si stima che fino al 10% del fatturato 2024 di Meta, ossia circa 16 miliardi di dollari, provenga da queste pratiche dubbie. Le truffe spaziano dall’e-commerce illegale, agli investimenti fittizi, ai casinò non autorizzati e perfino alla promozione di prodotti sanitari vietati. Emergono inoltre particolari sconcertanti sulla gestione interna degli alert: secondo alcune rivelazioni, inserzionisti problematici sarebbero stati bloccati solo dopo centinaia di segnalazioni; addirittura, una direttiva interna imponeva di non superare lo 0,15% del fatturato globale con eventuali blocchi, un limite che suggerisce scarsa volontà di agire davvero contro le frodi.
L’impatto sui cittadini e la risposta politica
La dimensione del danno subito dai consumatori americani nel 2024 è drammatica: quasi 19 miliardi di dollari, secondo la FTC, bruciati in truffe online – con gli over 60 particolarmente colpiti (oltre 81 milioni persi). I due senatori promotori sottolineano come sia inaccettabile che interi modelli di business possano prosperare grazie alle frodi a danno della collettività. Nel contesto attuale del dibattito sulla regolamentazione digitale, la SCAM Act punta così a ristabilire una tutela minima per gli utenti senza ostacolare l’innovazione tecnologica.