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Nvidia autorizzata a esportare chip H200 in Cina

Tecnologia / Tecnologia / semiconduttori / Cina
Par Redazione,  publié le 29 Gennaio 2026 à 20h42, modifié le 29 Gennaio 2026 à 20h42.
Tecnologia

ADN

Nvidia ha ricevuto il via libera per esportare i suoi chip H200 in Cina, segnando un importante sviluppo nel contesto delle restrizioni commerciali statunitensi e aprendo nuove prospettive per il mercato tecnologico tra i due Paesi.

Tl;dr

  • Via libera cinese alle puce Nvidia H200, ma con limiti.
  • Accesso vietato alle più avanzate Blackwell B200.
  • Pechino accelera sull’autosufficienza nei semiconduttori IA.

Un inatteso cambio di rotta per Nvidia in Cina

In un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti nel settore dei semiconduttori, le autorità cinesi hanno appena autorizzato l’importazione di diverse centinaia di migliaia di unità delle ambitissime puce H200 prodotte da Nvidia. Un risultato che, fino a pochi giorni fa, appariva improbabile, dato il netto rifiuto iniziale da parte di Pechino. L’accelerazione è avvenuta dopo la visita – particolarmente commentata dagli osservatori – dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, nella Repubblica Popolare.

Controlli rigorosi e accesso selettivo

Nonostante questo spiraglio, le condizioni imposte restano estremamente restrittive. Le prime forniture sono destinate esclusivamente a tre grandi colossi locali del web – i cui nomi non sono stati ufficializzati – e ogni passaggio viene attentamente vagliato dalle autorità regolatorie. Va sottolineato che questa apertura si inserisce nel quadro delle nuove regole americane: a fine 2023 Washington ha concesso la possibilità ad alcune aziende cinesi, selezionate con cura, di acquistare la H200. Tuttavia, il governo cinese mantiene un controllo serrato su ogni singola richiesta e valuta caso per caso eventuali ulteriori concessioni.

Puce top secret ed escamotage sul mercato parallelo

Ben diversa la situazione per la Blackwell B200, vero gioiello tecnologico di casa Nvidia: ufficialmente resta proibita l’esportazione verso la Cina. Eppure, fonti concordanti parlano di oltre un miliardo di dollari in chip B200 che sarebbero comunque arrivati nel Paese tramite circuiti paralleli e canali informali, aggirando le restrizioni formali.

L’autosufficienza cinese: ambizione o miraggio?

Davanti a queste limitazioni, la Cina ha intensificato gli sforzi per raggiungere una propria indipendenza tecnologica nel campo dell’intelligenza artificiale. Nonostante i progressi compiuti da realtà come Huawei, secondo molti esperti la superiorità delle soluzioni proposte da Nvidia resta evidente. Diversi elementi spiegano questa valutazione:

  • B200: Proibita in Cina, rappresenta lo standard globale.
  • H200: Ora accessibile localmente ma solo con forti limitazioni.
  • H20: Modello meno potente, disponibile ancora per poco tempo.

Guardando al futuro, tutto dipenderà dalla rapidità con cui Pechino saprà colmare il divario tecnologico senza dover ricorrere costantemente alle importazioni occidentali.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un inatteso cambio di rotta per Nvidia in Cina
  • Controlli rigorosi e accesso selettivo
  • Puce top secret ed escamotage sul mercato parallelo
  • L’autosufficienza cinese: ambizione o miraggio?
En savoir plus
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