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Apple ostacola la concorrenza degli app store alternativi

Tecnologia / Apple / Tech / Commissione europea
Par Redazione,  publié le 24 Gennaio 2026 à 20h20, modifié le 24 Gennaio 2026 à 20h21.
Tecnologia

Apple / PR-ADN

Apple si trova nuovamente al centro delle polemiche dopo essere stata accusata di ostacolare l’effettiva apertura agli app store alternativi, suscitando dubbi sul rispetto delle nuove normative europee in materia di concorrenza digitale.

Tl;dr

  • Chiusura di Setapp per condizioni troppo complesse.
  • Apple multata dall’Europa: 500 milioni di dollari.
  • Scontro aperto tra Apple e Commissione europea.

Lotta tra giganti: l’App Store nel mirino europeo

Dall’introduzione del Digital Markets Act (DMA) nel 2024, il rapporto tra Apple e le istituzioni di Bruxelles non ha fatto che irrigidirsi. Gli obblighi previsti dalla normativa, che impongono l’apertura ai marketplace alternativi per le applicazioni, hanno dato vita a una serie di contrasti che sembrano tutt’altro che prossimi a una soluzione.

Setapp si arrende: regolamentazione giudicata insostenibile

Un caso emblematico di questa tensione è rappresentato dalla recente chiusura di Setapp, lo store alternativo sviluppato da MacPaw. I responsabili hanno preferito gettare la spugna, dichiarando che le condizioni imposte restano «ancora troppo evolutive e complesse» per garantire un modello economico sostenibile. Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • Costi aggiuntivi imposti da Apple, come una tassa di 0,50 euro per installazione oltre il milione di download.
  • Cambiamenti normativi costanti, difficili da interpretare per i nuovi operatori.

L’Europa sanziona, Cupertino risponde con accuse

L’escalation normativa ha portato a una misura senza precedenti: nell’aprile 2025 la Commissione europea ha inflitto a Apple una multa record di 500 milioni di dollari. Il motivo? Secondo Bruxelles, la società californiana non sarebbe ancora «conforme» alle regole sulla possibilità per gli utenti di scegliere metodi di pagamento alternativi all’interno delle app. Da parte sua, però, Apple non nasconde il proprio malumore, accusando le autorità europee di ostacolare deliberatamente ogni tentativo di adeguamento.

La multinazionale sottolinea come già nell’ottobre precedente avesse proposto un piano dettagliato denominato Core Technology Commission (CTC), prevedendo una quota del 5% sui ricavi generati tramite store concorrenti. Tuttavia – sostiene l’azienda – la Commissione avrebbe finora bloccato l’attuazione delle modifiche richieste.

Nessuna intesa in vista: dialogo acceso ma incerto futuro

Mentre da Cupertino si parla apertamente di “manovre politiche” e sanzioni sproporzionate ai danni di un gruppo statunitense, la controparte europea mantiene una posizione prudente. Interpellati da Engadget, i funzionari comunitari ribadiscono la volontà di perseguire un dialogo costante con tutte le parti coinvolte – inclusi sviluppatori indipendenti e big tech – nel tentativo di trovare un equilibrio conforme al DMA.

Per ora, però, il destino del settore mobile in Europa resta sospeso tra esigenze regolatorie sempre più stringenti e strategie difensive dei grandi operatori globali.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Lotta tra giganti: l’App Store nel mirino europeo
  • Setapp si arrende: regolamentazione giudicata insostenibile
  • L’Europa sanziona, Cupertino risponde con accuse
  • Nessuna intesa in vista: dialogo acceso ma incerto futuro
En savoir plus
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