Auto elettriche cinesi: impatto sul mercato canadese 2024

ADN
L’arrivo delle automobili elettriche di produzione cinese sta attirando l’attenzione degli operatori del settore automobilistico in Canada, suscitando interrogativi sulle possibili ripercussioni per la concorrenza, la scelta dei consumatori e l’industria locale.
Tl;dr
- Dazi sui veicoli elettrici cinesi ridotti al 6,1%.
- Quota annuale per le importazioni fissata e progressiva.
- Cina abbassa i dazi sul canola canadese al 15%.
Canada e Cina: svolta nei rapporti commerciali
La recente decisione del governo canadese di ridurre drasticamente i dazi doganali sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina ha suscitato notevole attenzione sia a livello nazionale che internazionale. In passato, il tasso applicato era un proibitivo 100%, mentre ora la soglia è stata portata al 6,1%. Questo cambiamento viene considerato dai principali osservatori come un primo passo verso un possibile riavvicinamento diplomatico tra Ottawa e Pechino. Il premier Mark Carney, non nascondendo una certa soddisfazione, lo ha definito «una fase preliminare» in un percorso di dialogo più costruttivo.
Quote e cautele: come cambia il mercato automobilistico canadese
Il nuovo accordo stabilisce una quota massima di importazione: inizialmente potranno entrare fino a 49.000 auto elettriche cinesi ogni anno nel mercato canadese, con un ulteriore incremento a 70.000 dopo cinque anni. Secondo quanto dichiarato da Carney, tale volume rappresenta ancora una percentuale modesta rispetto ai circa 1,8 milioni di nuove auto acquistate annualmente nel Paese. Nonostante alcune perplessità legate alla concorrenza delle case automobilistiche supportate dal governo cinese, in grado di offrire prezzi estremamente competitivi, le autorità canadesi appaiono fiduciose nella tenuta del settore nazionale.
Divergenze nell’area nordamericana e riflessi globali
In questo scenario si registra una distanza evidente rispetto alle strategie commerciali adottate dagli altri membri dell’ALENA. Gli Stati Uniti continuano ad applicare un’imposta del 100% sui veicoli elettrici cinesi, impedendone praticamente l’accesso al loro mercato; il Messico invece ha scelto una via intermedia fissando il proprio dazio al 50%. Tale scelta canadese alimenta interrogativi sulla possibilità di un nuovo equilibrio nell’area nordamericana o su una semplice pausa tattica nelle tensioni commerciali.
Benefici agricoli e prospettive future
L’intesa non riguarda solo l’automotive: in cambio della propria apertura verso le auto cinesi, Ottawa ottiene dalla Cina una significativa riduzione dei dazi sulle esportazioni canadesi di canola, che passano dall’84% a solo il 15%. Questo scambio favorisce i produttori agricoli canadesi, rafforzando ulteriormente i rapporti economici tra i due paesi.
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Necessità di tutelare il settore automotive interno tramite limiti quantitativi;
- Aspettative di espansione commerciale verso il secondo partner del Canada;
- Speranza di inaugurare una stagione più stabile nelle relazioni bilaterali.
Se questa fase si rivelerà davvero duratura resta però tutto da verificare: la storia dei rapporti tra Canada e Cina insegna prudenza anche quando sembrano aprirsi nuove opportunità.