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Perché la fame ci rende irritabili: spiegazione scientifica

Salute / Salute / Ricerca / Alimentazione
Par Redazione,  publié le 13 Gennaio 2026 à 8h34, modifié le 13 Gennaio 2026 à 8h34.
Salute

ADN

Numerosi studi scientifici confermano che la sensazione di fame può influenzare negativamente l’umore, rendendo molte persone più irritabili. Questo fenomeno è diffuso e trova spiegazione nei meccanismi biologici che regolano il rapporto tra alimentazione ed emozioni.

Tl;dr

  • La coscienza della fame influenza davvero l’umore.
  • La glicemia non causa direttamente irritabilità.
  • L’intérocezione aiuta a gestire le emozioni legate alla fame.

Una ricerca che ribalta vecchie convinzioni

Per lungo tempo, il legame tra fame e malumore è stato attribuito principalmente al calo della glicemia. Tuttavia, una nuova indagine coordinata dall’ospedale universitario di Bonn, dall’Università di Bonn e dal CHU di Tübingen, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista eBioMedicine, propone una lettura più raffinata del fenomeno. L’attesa del pasto, infatti, sembra innescare irritabilità e nervosismo – ma ciò dipenderebbe più dalla nostra consapevolezza interna che da meccanismi puramente automatici.

L’importanza dell’intérocezione nell’equilibrio emotivo

Nel corso di questa indagine, novanta adulti sani sono stati monitorati per settimane tramite sensori che registravano costantemente la loro glicemia. Parallelamente, tramite un’applicazione mobile, i partecipanti segnalavano più volte al giorno la propria fame, sazietà e lo stato d’animo. L’obiettivo era chiaro: separare le influenze biologiche inconsce da quelle legate alla percezione consapevole delle proprie riserve energetiche.

L’analisi incrociata ha fatto emergere un dato chiave: la diminuzione della glicemia si associa spesso a un peggioramento dell’umore, ma non ne rappresenta la causa diretta. A determinare davvero le oscillazioni emotive è piuttosto la “coscienza della fame”, ovvero la capacità soggettiva di riconoscere lo stato di carenza energetica.

L’intérocezione come scudo contro le fluttuazioni dell’umore

Secondo quanto sottolineato dal professor Nils Kroemer, principale autore dello studio, i soggetti dotati di una spiccata sensibilità ai segnali interni (la cosiddetta intérocezione) risultano meno vulnerabili ai cambiamenti d’umore quando avvertono fame. Insomma, saper ascoltare il proprio corpo agirebbe come una sorta di barriera protettiva contro gli effetti negativi delle variazioni energetiche quotidiane.

Saper riconoscere la fame per gestire meglio se stessi

Diversi elementi spiegano questa scoperta:

  • La percezione consapevole della fame ha un ruolo centrale nella regolazione emotiva.
  • Sviluppare attenzione verso i segnali corporei può migliorare il benessere psicologico.
  • L’irritabilità pre-pasto non va attribuita solo a fattori fisiologici.

In definitiva, questa ricerca suggerisce che prendersi il tempo per ascoltare le proprie sensazioni fisiche può trasformare un momento potenzialmente negativo — come quello in cui sopraggiunge la fame — in un’opportunità per conoscersi meglio e rafforzare la propria stabilità emotiva.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Una ricerca che ribalta vecchie convinzioni
  • L’importanza dell’intérocezione nell’equilibrio emotivo
  • L’intérocezione come scudo contro le fluttuazioni dell’umore
  • Saper riconoscere la fame per gestire meglio se stessi
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