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Nicolas Maduro rassicura dal carcere: aggiornamenti sulle sue condizioni

Internazionale / Internazionale / Venezuela
Par Redazione,  publié le 11 Gennaio 2026 à 15h47, modifié le 11 Gennaio 2026 à 15h47.
Internazionale

ADN

Dal carcere, Nicolas Maduro si è rivolto all’opinione pubblica dichiarando che la sua situazione è sotto controllo e che sta bene. Il leader venezuelano ha voluto rassicurare i suoi sostenitori sulle sue condizioni di salute e sicurezza.

Tl;dr

  • Maduro e consorte arrestati, clima politico teso.
  • Debole mobilitazione popolare a Caracas.
  • USA invita cittadini a lasciare il Venezuela subito.

Clima teso tra Caracas e Washington

Nel corso degli ultimi giorni, il Venezuela è stato teatro di una nuova ondata di incertezza politica. L’arresto dell’ex presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores, accusati di traffico di droga e detenuti a New York dopo una comparizione davanti alla giustizia statunitense, ha fatto precipitare la situazione. La coppia attende ora un’udienza determinante fissata per il prossimo 17 marzo. Dall’interno del centro di detenzione di Brooklyn, Maduro ha diffuso un messaggio rassicurante attraverso un video inviato dal figlio: «Stiamo bene. Siamo combattenti».

La mobilitazione della società civile si affievolisce

Sul fronte interno, le strade di Caracas hanno visto una mobilitazione moderata: circa mille sostenitori si sono riuniti per chiedere il ritorno del duo Maduro-Flores, tra slogan accorati e cartelli che invocavano il loro rientro in patria. Eppure, la partecipazione non ha assunto i toni travolgenti delle grandi manifestazioni popolari: l’assenza dei vertici del PSUV, il partito al governo, ha lasciato i manifestanti privi di guida politica significativa. Diversi elementi spiegano questa perdita di slancio:

  • L’intervento militare americano dello scorso 3 gennaio ha alimentato tensioni ma anche fatica nei sostenitori.
  • L’assenteismo dei leader del PSUV sembra accentuare lo scoraggiamento.
  • L’incertezza generale mina la coesione sociale.

Sicurezza instabile e avvertimenti dagli Stati Uniti

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce l’appello lanciato dall’amministrazione americana ai propri cittadini affinché lascino immediatamente il territorio venezuelano. L’aumento dei posti di blocco da parte dei cosiddetti «colectivos» — gruppi armati fedeli al governo — che monitorano le strade alla ricerca di cittadini statunitensi o presunti simpatizzanti degli USA, alimenta un clima di forte instabilità. Da parte sua, Caracas minimizza definendo queste preoccupazioni “narrative fittizie” create per generare allarme.

Speranze e attese per i prigionieri politici

Non passa inosservato neppure l’annuncio della possibile liberazione di numerosi prigionieri politici nel paese, reso pubblico dal presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez, accolto con una punta d’ironia dall’ex presidente americano Donald Trump. Tuttavia dietro i proclami ufficiali resta viva la speranza — spesso carica d’ansia — delle famiglie degli oppositori che aspettano un ritorno alla normalità e la fine delle detenzioni arbitrarie.

In questo contesto complesso, la percezione è quella di una società sospesa fra timore, stanchezza e fragili aspettative future.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Clima teso tra Caracas e Washington
  • La mobilitazione della società civile si affievolisce
  • Sicurezza instabile e avvertimenti dagli Stati Uniti
  • Speranze e attese per i prigionieri politici
En savoir plus
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