Isaac Asimov: Critiche a Spielberg e all’industria di Hollywood

Columbia Pictures / PR-ADN
Isaac Asimov, celebre scrittore di fantascienza e divulgatore scientifico, espresse riserve sul modo in cui Steven Spielberg e l’industria cinematografica hollywoodiana affrontavano le tematiche fantascientifiche, evidenziando contrasti tra visione letteraria e rappresentazione filmica.
Tl;dr
- Asimov rifiuta di scrivere il film di Spielberg.
- Critica l’uso eccessivo degli effetti speciali a Hollywood.
- L’influenza di Asimov resta viva nella fantascienza attuale.
Un nuovo corso per la fantascienza al cinema
Quando, nel 1977, Steven Spielberg concepisce Incontri ravvicinati del terzo tipo, probabilmente non immagina di cambiare profondamente il destino della fantascienza sul grande schermo. In quegli anni, tra i capolavori realistici firmati da registi come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Sidney Lumet, la scelta di puntare su un film spettacolare e fantastico rappresentava quasi una rottura con la tendenza dominante. Il successo di pellicole come «Star Wars» di George Lucas o «Lo Squalo» dello stesso Spielberg apre così la strada a una nuova stagione di blockbuster.
L’incontro (mancato) tra Spielberg e Asimov
In questo clima di fermento creativo, avviene un episodio poco noto ma rivelatore: Steven Spielberg, alla ricerca di profondità per il suo film, contatta il celebre scrittore Isaac Asimov. L’intenzione era affidargli la sceneggiatura, ma l’autore rifiuta senza esitazione. Col senno di poi, Asimov racconterà scherzosamente al Los Angeles Times che all’epoca ignorava chi fosse Spielberg e non immaginava il successo che avrebbe ottenuto il film. Tuttavia, anche conoscendo la futura fama del regista, la sua decisione sarebbe rimasta invariata—magari solo con un pizzico in più di rimpianto.
I motivi del rifiuto: critica agli effetti speciali e alla deriva hollywoodiana
Perché questa scelta così netta? Fondamentalmente, Asimov non era affatto convinto dal progetto. Riteneva che mancasse rigore narrativo e intellettuale, accusando la Hollywood dell’epoca di sacrificare la coerenza logica sull’altare degli effetti speciali. Lo scrittore non esitava a definire «idiota» una certa visione della fantascienza cinematografica americana, lamentando come si preferisse sempre più lo spettacolo visivo rispetto alla riflessione filosofica.
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- Messa in primo piano degli effetti speciali sulla narrazione.
- Spostamento della fantascienza verso il sensazionale, tralasciando la profondità scientifica.
L’eredità intellettuale che resiste nel tempo
Nonostante sia scomparso nel 1992, l’influenza di Asimov non accenna a diminuire. La recente serie «Foundation» su Apple TV+, ispirata alla sua omonima saga letteraria, conferma quanto ancora oggi il pubblico cerchi storie in grado di coniugare speculazione razionale e intrattenimento. Un segnale inequivocabile che il confronto fra spettacolarità ed esplorazione intellettuale continua ad animare il cuore della fantascienza contemporanea.