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Il western fantasy con Dave Bautista da rivalutare oggi

Cultura / Divertimento / Film / Dave Bautista
Par Redazione,  publié le 28 Dicembre 2025 à 17h50, modifié le 28 Dicembre 2025 à 17h50.
Cultura

Constantin Film / PR-ADN

Il film western dai toni fantastici interpretato da Dave Bautista, nonostante il suo insuccesso iniziale, sta suscitando un rinnovato interesse tra gli appassionati del genere, che ne stanno rivalutando le qualità e la singolarità narrativa.

Tl;dr

  • Adattamento di George R. R. Martin poco riuscito.
  • Azione spettacolare, ma trama e personaggi deboli.
  • Effetti visivi digitali penalizzano l’atmosfera originale.

Una trasposizione che non convince

Portare sul grande schermo un’opera di George R. R. Martin non è mai un compito semplice, e il recente In the Lost Lands, diretto da Paul W.S. Anderson, ne rappresenta un esempio emblematico. Distribuito a marzo 2025, il film sembrava destinato a capitalizzare sulla fama del regista – noto per blockbuster come Mortal Kombat e Resident Evil. Tuttavia, la reazione di pubblico e critica è stata sorprendentemente fredda già al debutto nelle sale.

Narrativa sacrificata agli effetti digitali

Il cuore della storia segue Alys, una strega perseguitata in un universo post-apocalittico da una Chiesa onnipotente. Grazie ai suoi poteri riesce a scampare all’impiccagione, incontrando Melange (Amara Okereke) alla ricerca dei poteri di una metamorfica per poter ricongiungersi con la persona amata. Si aggiunge Boyce (Dave Bautista), pistolero anch’egli sulle tracce della metamorfica. Sulla carta ci sarebbero tutti gli elementi per ricreare l’atmosfera oscura tipica dell’autore originale.

Eppure qualcosa si perde: benché la trama segua le linee generali concepite da Martin, l’anima stessa del racconto appare diluita. I personaggi, da sempre cifra distintiva dello scrittore, vengono ridotti a semplici abbozzi privi di profondità o reale motivazione.

L’azione prende il sopravvento sulla sostanza

Molti spettatori potrebbero apprezzare comunque il lato più spettacolare del film: chi cerca scene d’azione sopra le righe troverà in Anderson uno specialista capace di costruire sequenze visivamente coinvolgenti – anche se questo significa sacrificare coerenza narrativa e realismo. D’altronde, diversi elementi spiegano questa scelta:

  • Tecnologia Unreal Engine: conferisce un’estetica da videogioco generico.
  • Milla Jovovich: poco valorizzata rispetto a un energico, ma limitato, Dave Bautista.
  • Paisaggi digitali piatti che tradiscono le «terre perdute» immaginate da Martin.

Luci e ombre su un’occasione mancata

Tirando le somme, In the Lost Lands lascia l’amaro in bocca: le aspettative riposte nell’adattamento svaniscono tra scelte visive discutibili e una sceneggiatura superficiale che svilisce il materiale di partenza. Forse chi cerca puro intrattenimento potrà accontentarsi – soprattutto grazie alla distribuzione su piattaforme come Hulu e Lionsgate Play. Ma chi sperava in una trasposizione degna dell’universo creato da Martin difficilmente rimarrà soddisfatto.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Una trasposizione che non convince
  • Narrativa sacrificata agli effetti digitali
  • L’azione prende il sopravvento sulla sostanza
  • Luci e ombre su un’occasione mancata
En savoir plus
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