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USA: Stop all’importazione di droni stranieri considerati rischiosi

Internazionale / Tecnologia / Stati Uniti (USA) / Droni
Par Redazione,  publié le 26 Dicembre 2025 à 21h02, modifié le 26 Dicembre 2025 à 21h02.
Internazionale

ADN

Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove restrizioni sulle importazioni di droni provenienti dall’estero, puntando in particolare su modelli considerati sensibili per la sicurezza nazionale e il rischio di accesso a dati critici da parte di potenze straniere.

Tl;dr

  • Droni esteri vietati per motivi di sicurezza nazionale USA.
  • I modelli già acquistati restano esclusi dal divieto.
  • DJI critica la decisione, solleva dubbi su protezionismo.

Un nuovo giro di vite sui droni stranieri

Il clima attorno all’uso dei droni d’importazione negli Stati Uniti si fa più teso. La Federal Communications Commission (FCC) ha infatti inserito i sistemi aerei senza pilota e le loro componenti critiche, se prodotti all’estero, nella cosiddetta «Covered List». In sostanza, l’importazione di questi dispositivi sul territorio americano diventa ora illegale. Una mossa sostenuta dalle valutazioni delle principali agenzie di sicurezza nazionali, secondo cui la presenza di queste tecnologie rappresenterebbe un rischio non trascurabile per la sicurezza nazionale.

I motivi dietro la scelta: timori e scenari futuri

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • I droni possono essere impiegati sia a fini civili che militari.
  • Sistemi di trasmissione dati, batterie e navigatori sono considerati sensibili.
  • L’eventualità di spionaggio o azioni dannose in occasioni pubbliche preoccupa Washington.

La FCC chiarisce che in futuro saranno autorizzati soltanto i cosiddetti UAS («Unmanned Aircraft Systems») prodotti negli Stati Uniti. I modelli stranieri rischiano invece di facilitare attività di sorveglianza o addirittura operazioni distruttive durante eventi globali e manifestazioni pubbliche.

L’applicazione della norma: una stretta selettiva

In realtà, il presidente della FCC, Brendan Carr, attraverso il social X, ha rassicurato gli utenti: i droni già acquistati oppure ancora in vendita con autorizzazione vigente non rientrano nelle nuove restrizioni. Saranno solo i prossimi modelli a essere bloccati. Resta comunque una certa flessibilità: il Dipartimento della Difesa o quello della Sicurezza interna potranno concedere deroghe per alcune tipologie specifiche di dispositivi.

La reazione del settore e le polemiche in corso

Nessun marchio è stato citato ufficialmente dalla FCC ma appare evidente che l’obiettivo principale sia il colosso cinese DJI, leader mondiale del comparto. L’azienda, interpellata dai media specializzati, ha espresso «delusione» per una scelta considerata poco trasparente. Inoltre, sottolinea come i propri prodotti siano tra i più affidabili secondo test realizzati da autorità statunitensi e osservatori indipendenti. Dal punto di vista di DJI, il provvedimento risponde più a logiche di protezionismo che a effettivi timori sulla sicurezza. Tuttavia, la reale efficacia delle nuove restrizioni rimane ancora tutta da verificare in un contesto in cui la sovranità tecnologica e la concorrenza globale sono sempre più al centro del dibattito.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un nuovo giro di vite sui droni stranieri
  • I motivi dietro la scelta: timori e scenari futuri
  • L’applicazione della norma: una stretta selettiva
  • La reazione del settore e le polemiche in corso
En savoir plus
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