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Scambio alla nascita: donne chiedono risarcimento dopo 20 anni

Società / Internazionale / Giustizia / Spagna
Par Redazione,  publié le 25 Dicembre 2025 à 23h39, modifié le 25 Dicembre 2025 à 23h39.
Società

ADN

Due donne, scambiate per errore alla nascita vent’anni fa, hanno deciso di chiedere giustizia rivolgendosi ai tribunali. Chiedono sia il riconoscimento del danno subito sia un adeguato risarcimento economico.

Tl;dr

  • Due neonate scambiate alla nascita a Logroño.
  • Solo una delle vittime ha ricevuto un risarcimento.
  • Il trauma identitario resta insanabile per entrambe.

Un errore che segna due vite

Nel cuore della Spagna settentrionale, a Logroño, si è consumato uno dei casi più sconcertanti della recente cronaca ospedaliera. Era il 2002 quando, all’interno della locale maternità, un’errore umano apparentemente banale ha dato origine a un dramma: due neonate sono state affidate alle famiglie sbagliate. La verità sarebbe emersa soltanto vent’anni dopo, grazie ai test ADN, lasciando le giovani coinvolte a fare i conti con un passato mai sospettato.

Le conseguenze di una scoperta tardiva

La vicenda non si limita al semplice sconcerto iniziale. Una delle vittime, costretta fin dall’infanzia a vivere con la nonna – i suoi genitori non biologici essendo gravemente disabili –, si è trovata privata di ogni riferimento familiare tradizionale. Un’esperienza che il suo legale, José Sáez Morga, ha definito come un «pregiudizio irreparabile». E come se il destino non avesse già infierito abbastanza, nel 2018 la madre biologica è venuta a mancare prima ancora che potesse avvenire un incontro tra le due.

Risarcimenti parziali e battaglie giudiziarie in corso

Quando la verità è venuta alla luce, entrambe le donne hanno deciso di rivolgersi alla giustizia nel tentativo di ottenere almeno una riparazione morale ed economica. Le indagini hanno confermato lo scambio accidentale nelle culle dell’ospedale e la sentenza spagnola ha riconosciuto a una delle giovani un risarcimento pari a 975.000 euro. Tuttavia, la cifra è rimasta ben distante dai tre milioni richiesti inizialmente.

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • L’assicurazione dell’ospedale dovrà coprire l’indennizzo stabilito.
  • L’altra giovane attende ancora l’esito del proprio procedimento e rivendica anch’essa tre milioni per sé e ulteriori 1,3 milioni per i genitori adottivi.

I nodi irrisolti e il dolore permanente

Se la giustizia prova a dare risposte concrete, resta il dubbio su quanto possano davvero sanare ferite così profonde. La sentenza stessa potrebbe essere oggetto di ricorso e nulla può restituire alle vittime vent’anni di identità e legami familiari perduti. Dietro le cifre si nasconde infatti una realtà difficile da misurare: il trauma umano causato da una grave responsabilità ospedaliera che pesa ancora sulla coscienza collettiva.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un errore che segna due vite
  • Le conseguenze di una scoperta tardiva
  • Risarcimenti parziali e battaglie giudiziarie in corso
  • I nodi irrisolti e il dolore permanente
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