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Donald Trump risponde alle accuse di alcolismo dell’ex capo staff

Internazionale / Internazionale / Donald Trump
Par Redazione,  publié le 17 Dicembre 2025 à 21h19, modifié le 17 Dicembre 2025 à 21h19.
Internazionale

ADN

L’ex capo di gabinetto di Donald Trump ha reso pubbliche affermazioni inaspettate riguardo presunti problemi di alcolismo dell’ex presidente, gettando nuova luce sulle dinamiche interne e suscitando reazioni nel panorama politico americano.

Tl;dr

  • Susie Wiles definisce Trump «personalità da alcolista».
  • Trump ammette vulnerabilità all’addiction senza mai aver bevuto.
  • Wiles resta figura chiave e leale alla Casa Bianca.

Un ritratto insolito scuote la Casa Bianca

Una dichiarazione destinata a lasciare il segno è stata pubblicata sulle pagine di Vanity Fair: Susie Wiles, che ricopre il ruolo di cheffe di gabinetto del presidente americano, ha affermato che Donald Trump possiede la «personalità di un alcolista». Parole che, pronunciate il 15 settembre, hanno rapidamente attraversato i corridoi del potere a Washington, generando non poco scompiglio.

L’ombra della dipendenza e una strana confessione

La reazione del diretto interessato non si è fatta attendere. Dalle colonne del New York Post, Trump ha ammesso con una certa trasparenza: «Ho una personalità possessiva e incline alle dipendenze». Colpisce però un fatto: il tycoon non ha mai toccato alcolici in vita sua. Anzi, confessa che se avesse iniziato a bere, sarebbe probabilmente diventato un vero alcolista. La valutazione della stessa Wiles – la cui esperienza personale è segnata dal grave alcolismo del padre – vede in questa caratteristica un motore della convinzione di Trump secondo cui «nulla gli è impossibile». Un tratto psicologico che, a suo dire, lo spinge a lanciare continue provocazioni su una possibile candidatura presidenziale nel 2028, anche se lei stessa considera improbabile tale scenario.

La “dama di ghiaccio” dietro le quinte del potere

Nonostante il suo ruolo sia paragonabile a quello di un segretario generale dell’Eliseo, pochi conoscono davvero Susie Wiles fuori dagli ambienti istituzionali. Classe 1957, soprannominata la «dama di ghiaccio» per l’imperturbabilità con cui gestisce le tempeste politiche, rappresenta ormai un perno silenzioso ma strategico all’interno della Casa Bianca. Già attiva nella politica americana dai tempi di Reagan, affiancava Trump sin dalla prima campagna del 2016. Il suo incarico attuale appare tanto più rilevante se si pensa ai quattro cambiamenti avvenuti durante il primo mandato presidenziale.

Sostegni trasversali malgrado i venti contrari

Diversi elementi spiegano questa solidità professionale:

  • Sostenitori pubblici dopo le rivelazioni controverse.
  • Pieno appoggio della portavoce della Casa Bianca.
  • Rispetto anche dal vice-presidente JD Vance, pur criticato nell’intervista.

In sintesi, malgrado frasi potenzialmente destabilizzanti per la sua carriera e la pressione mediatica che ne è derivata, Susie Wiles continua a mantenere intatta la sua influenza nell’amministrazione americana. Discreta ma centrale nelle dinamiche interne alla presidenza Trump, resta una figura chiave su cui lo stesso leader sembra poter contare ciecamente.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un ritratto insolito scuote la Casa Bianca
  • L’ombra della dipendenza e una strana confessione
  • La “dama di ghiaccio” dietro le quinte del potere
  • Sostegni trasversali malgrado i venti contrari
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