Regno Unito: Nuove restrizioni VPN nella legge sulla sicurezza online

France Num / PR-ADN
Nel contesto della discussione parlamentare sulla nuova legge per la sicurezza online, il governo del Regno Unito pone l’attenzione sui servizi VPN, considerati un nodo cruciale nelle strategie per rafforzare il controllo e la protezione digitale.
Tl;dr
- Parlamento britannico valuta restrizioni sull’uso dei VPN.
- Cresce la preoccupazione per l’accesso dei minori ai VPN.
- Nessuna modifica legislativa prevista prima del 2029.
Un dibattito acceso su privacy e sicurezza
In Regno Unito, l’attenzione sulla sicurezza online si è intensificata dopo l’approvazione della Online Safety Act (OSA). La discussione pubblica si è riaccesa in seguito alla petizione «Repeal the Online Safety Act», che ha raccolto oltre 550.000 firme entro ottobre 2025 e ha obbligato la Camera ad affrontare il tema. Sotto la pressione di cittadini, organizzazioni e diversi membri del Parlamento di tutte le forze politiche, sono emerse richieste per regolamentazioni più severe sull’uso dei VPN.
L’utilizzo dei VPN tra i minori: una sfida crescente
Una delle principali preoccupazioni riguarda proprio l’accessibilità dei VPN da parte degli under 18. Più voci hanno chiesto l’introduzione di sistemi efficaci di verifica dell’età sulle piattaforme e, addirittura, il divieto totale per i minorenni. Un emendamento proposto nella Camera dei Lord, inserito nel disegno di legge «Children’s Wellbeing and Schools», spinge affinché i fornitori implementino robuste procedure di autenticazione.
Diversi elementi spiegano questa decisione:
- 23% dei giovani intervistati da Childnet dichiara di aver iniziato a usare un VPN dopo l’entrata in vigore dell’OSA.
- 38% cita la tutela della privacy come motivazione principale.
- 10% ammette di usarlo per aggirare restrizioni legate all’età.
Lentezze istituzionali e scenari futuri
Nonostante la pressione politica e sociale, il governo britannico — rappresentato dal ministro Ian Murray (Labour) durante il dibattito — non mostra intenzione di abrogare o modificare rapidamente la OSA. Un riesame complessivo della normativa è previsto solo a partire dal 2029. Nel frattempo, le autorità monitorano con attenzione l’impiego dei VPN per eludere i nuovi vincoli.
Alcune proposte suggeriscono persino che i provider registrino i siti visitati tramite VPN, una misura che metterebbe a dura prova il principio stesso dell’anonimato e della confidenzialità garantiti da questi strumenti. Il precedente indiano dimostra quanto simili politiche possano spingere i fornitori internazionali ad abbandonare il mercato locale pur di tutelare la privacy degli utenti.
Tendenze globali e incognite per il futuro digitale
Guardando oltre i confini nazionali, resta aperta la domanda: seguirà anche il Regno Unito la linea dura adottata da altri paesi? In un contesto in cui anche in Australia e negli Stati Uniti aumentano le pressioni su controllo parentale e cybersicurezza, la sorte dei VPN appare più incerta che mai. Per milioni di utenti attenti alla riservatezza online, si apre ora una fase ricca di interrogativi — ed evidentemente non priva di tensioni tra diritto alla privacy e nuove esigenze regolatorie.