Aumento prezzi RAM: impatto su PC e smartphone, prestazioni giù

AOMEI / PR-ADN
Il recente aumento dei prezzi della memoria RAM sta avendo ripercussioni significative sul mercato di smartphone e computer, con effetti tangibili sia sui costi per i consumatori che sulle prestazioni complessive dei dispositivi elettronici.
Tl;dr
- Prezzi della RAM in forte aumento fino al 2028.
- Smartphone e laptop subiranno rincari e meno memoria.
- Costruttori e consumatori dovranno adattarsi alla carenza.
Un mercato della RAM sotto pressione globale
Non accenna a placarsi la crisi che, ormai da mesi, scuote il mercato mondiale della memoria RAM. Se in passato l’aumento dei prezzi aveva riguardato solo le componenti destinate ai privati, ora lo scenario si allarga: anche produttori di smartphone e PC portatili sono costretti a ripensare le proprie strategie. Secondo le ultime analisi di TrendForce, il caro-memoria impatterà direttamente le catene produttive almeno fino al 2028, con conseguenze tangibili su dispositivi e portafogli.
Sfide per i produttori di smartphone: taglio delle dotazioni e rincari
La tempesta ha già travolto big del settore come Apple, storicamente poco vulnerabile agli shock dell’approvvigionamento. Il lancio dell’iPhone 18, previsto per settembre, potrebbe vedere una revisione dei prezzi persino sui modelli meno recenti. Sul fronte Android, le previsioni sono altrettanto cupe: Samsung, spiega TrendForce, sarà costretta ad aumentare i listini dal 2026. Anche i marchi cinesi come Xiaomi e Redmi preparano gli utenti a una possibile impennata del 20-30%.
L’effetto più visibile? La riduzione delle dotazioni di memoria, specialmente nelle fasce medie ed entry-level:
- I top di gamma potranno raggiungere i 12 GB solo raramente.
- Nella fascia media si scenderà tra i 6 e gli 8 GB.
- L’entry level dovrà accontentarsi di appena 4 GB.
Laptop: strategie difensive ma margini sempre più sottili
Nel comparto dei notebook, realtà come Lenovo, Dell e Crucial (Micron) provano a tamponare accumulando scorte di componenti. Una mossa che – lo sanno bene anche loro – offre solo sollievo momentaneo: la volatilità dei prezzi colpirà duramente già dal secondo trimestre del prossimo anno. In concreto, si assisterà a un plafonamento delle configurazioni: i portatili premium difficilmente supereranno i 16 GB di RAM, mentre nelle fasce più basse la quota massima sarà spesso limitata a 8 GB.
Alcuni brand – vedi la statunitense Framework – stanno già sfruttando la situazione per differenziarsi in comunicazione, sottolineando la volontà di non «sovraccaricare» i clienti rispetto ai giganti storici.
Carenza prolungata: consumatori chiamati a scelte più ponderate
Il futuro prossimo non lascia spazio all’ottimismo facile. L’ondata inflazionistica non mostra segni d’arresto e il ritorno a una normalità nei prezzi è previsto solo verso la fine del decennio. Sia chi produce sia chi acquista dovrà convivere con questa nuova realtà: rinviare l’acquisto di dispositivi high-tech o accettare dotazioni inferiori potrebbe diventare la regola nei prossimi anni nel mondo dell’elettronica di consumo.