Supercomputer crea cervello virtuale ultra realistico: innovazione scientifica

ADN
Un supercomputer ha sviluppato un modello di cervello virtuale caratterizzato da un livello di realismo mai raggiunto prima, segnando un passo avanti significativo nella simulazione delle reti neurali e nello studio delle funzioni cerebrali.
Tl;dr
- Simulato digitalmente l’intero cortex di un topo.
- Utilizzato il supercomputer Fugaku per modellare neuroni e sinapsi.
- Nuove possibilità per studiare malattie cerebrali e neurologiche.
Un salto storico nella modellazione cerebrale
Un team internazionale composto da scienziati dell’Allen Institute negli Stati Uniti e dell’University of Electro-Communications in Giappone ha compiuto un passo determinante nel campo della simulazione cerebrale: la realizzazione di una riproduzione digitale completa del cortex di topo. Questa impresa rappresenta uno dei tentativi più avanzati finora di svelare i meccanismi alla base del funzionamento del cervello, ancora oggi uno degli enigmi più intricati della ricerca scientifica. L’ambizione, ovviamente, è quella di aprire nuove prospettive contro patologie come la malattia di Alzheimer, avvicinando ricercatori e clinici a strumenti mai visti prima.
L’apporto decisivo del supercalcolatore Fugaku
L’intero progetto si fonda sulla potenza straordinaria del supercomputer giapponese Fugaku. Secondo il professor Tadashi Yamazaki, «Fugaku si presta a molteplici aree della scienza: dalla farmacologia all’astronomia. Ora è stato determinante per una simulazione neuronale su larga scala». Grazie a questa infrastruttura informatica, sono stati virtualizzati ben nove milioni di neuroni e ventisei miliardi di sinapsi, distribuiti su 86 regioni cerebrali collegate tra loro. Per rendere l’idea, il cervello di un topo ne contiene circa settanta milioni, concentrati in uno spazio minuscolo.
Nascita di nuovi strumenti per la ricerca neuroscientifica
Non si tratta solo di numeri. Il modello offre la possibilità unica di osservare le interazioni neuronali in tre dimensioni e in tempo reale: dal tracciamento delle crisi epilettiche alla dinamica delle onde cerebrali coinvolte nell’attenzione, fino alle prime analisi sui processi della coscienza. Tutto ciò evita l’uso delle tecniche invasive normalmente necessarie. Per affrontare la mole imponente dei dati generati, gli scienziati hanno inoltre sviluppato un software innovativo dedicato al trattamento efficiente dei segnali cerebrali.
Diversi elementi spiegano la portata dell’iniziativa:
- Sperimentazione su come i due emisferi cerebrali interagiscono o si sincronizzano;
- Messa alla prova di nuove ipotesi sulle dinamiche dei disturbi neurologici.
Sguardo al futuro: verso la simulazione integrale del cervello umano?
Secondo Anton Arkhipov dell’Allen Institute, questa conquista conferma che «ora possiamo simulare un intero cervello se disponiamo delle risorse necessarie». Il traguardo finale resta la creazione di una replica digitale del cervello umano: ogni passo tecnico compiuto riduce la distanza da questo obiettivo e porta con sé implicazioni potenzialmente rivoluzionarie nella comprensione – ma anche nel trattamento – delle malattie neurologiche più complesse.