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Bilinguismo: come parlare più lingue rallenta l’invecchiamento cerebrale

Salute / Salute / Ricerca / Cervello
Par Redazione,  publié le 2 Dicembre 2025 à 12h49, modifié le 2 Dicembre 2025 à 12h49.
Salute

ADN

Diversi studi scientifici suggeriscono che la conoscenza di più lingue potrebbe avere effetti positivi sulla salute cerebrale, contribuendo a mantenere le funzioni cognitive e a contrastare il declino associato all’invecchiamento del cervello.

Tl;dr

  • Il multilinguismo rallenta il declino cognitivo negli anziani.
  • Più lingue si conoscono, maggiore è la protezione cerebrale.
  • L’impatto resta anche controllando fattori socio-economici.

Un legame sorprendente tra lingue e cervello

L’allungarsi dell’aspettativa di vita in Europa solleva nuovi interrogativi sulla capacità degli individui di mantenere agili le proprie facoltà mentali con l’avanzare dell’età. Laddove il declino fisico viene spesso accettato come inevitabile, una crescente attenzione si concentra oggi sul modo in cui memoria, attenzione e altre abilità cognitive possano essere preservate o addirittura rafforzate. Ebbene, secondo una recente ricerca internazionale, la risposta potrebbe risiedere nel multilinguismo, ovvero nella padronanza di più idiomi.

I risultati di una vasta indagine europea

Una squadra guidata da scienziati europei ha preso in esame oltre 86.000 adulti tra i 51 e i 90 anni, distribuiti in 27 Paesi del continente, con l’obiettivo di valutare l’effetto del plurilinguismo sull’invecchiamento cognitivo. Attraverso sofisticate tecniche di machine learning, gli studiosi hanno confrontato dati relativi a salute generale, livello d’istruzione e memoria per stimare quello che definiscono «age gap biocomportamentale»: uno scarto che rivela se una persona appare cognitivamente più giovane o più vecchia della sua età anagrafica.

Sorprendentemente, chi vive in nazioni dove la convivenza linguistica è parte della quotidianità — come Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia o Malta — mostra segni decisamente inferiori di declino accelerato rispetto ai coetanei dei Paesi più monolingui quali Regno Unito, Ungheria o Romania. Un dato particolarmente marcato fra settantenni e ottantenni.

L’effetto cumulativo delle lingue parlate

Ma c’è di più: ogni lingua aggiunta sembra potenziare la protezione contro il declino cognitivo. Bastano due idiomi per osservare un ritardo significativo dei segni dell’invecchiamento mentale; all’aumentare delle lingue conosciute, cresce ulteriormente questa «riserva cognitiva». Diversi elementi spiegano questa conclusione:

  • Anche una sola lingua supplementare porta benefici tangibili.
  • L’effetto persiste anche considerando ricchezza ed educazione.
  • I poliglotti mantengono maggiore flessibilità mentale negli anni avanzati.

Cosa accade nel cervello? Prospettive future

Al netto dei fattori socio-economici e culturali già ponderati dagli autori dello studio, è probabile che l’allenamento costante imposto dalla gestione simultanea di diversi sistemi linguistici stimoli circuiti cerebrali cruciali — come quelli deputati al controllo esecutivo e alla memoria. In alcuni casi si è osservato persino un ippocampo più sviluppato nei poliglotti. Ovviamente, parlare più lingue non costituisce una soluzione miracolosa contro l’invecchiamento. Tuttavia pare trattarsi di una pratica accessibile capace di rafforzare concretamente la longevità della mente umana.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un legame sorprendente tra lingue e cervello
  • I risultati di una vasta indagine europea
  • L’effetto cumulativo delle lingue parlate
  • Cosa accade nel cervello? Prospettive future
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