Dragnet: storia, curiosità e successo della serie cult TV

Universal Pictures / PR-ADN
La celebre serie televisiva americana Dragnet, simbolo della narrativa poliziesca sul piccolo schermo, torna sotto i riflettori grazie a una nuova interpretazione che promette di rinnovare l’immagine di questo autentico classico televisivo.
Tl;dr
- Dragnet, da radio a icona della TV americana.
- La satira e il cinema trasformano il suo rigore in comicità.
- L’adattamento del 1987 ha successo ma perde mordente satirico.
Un caposaldo televisivo sotto la lente
Nel panorama televisivo statunitense, poche serie hanno lasciato un’impronta così netta come Dragnet. Nata dalla mente di Jack Webb, la trasmissione prese vita inizialmente via etere sulle frequenze di NBC, per poi conquistare il pubblico con la sua trasposizione televisiva. Il racconto meticoloso delle indagini e la raffigurazione asciutta della routine delle forze dell’ordine divennero una cifra stilistica: il sergente Joe Friday — interpretato dallo stesso Webb — incarnava l’ideale di rettitudine, rassicurando una generazione alle prese con cambiamenti sociali radicali.
Una generazione in cerca di identità
Il tentativo di aggiornare Dragnet negli anni Sessanta, con l’arrivo di Harry Morgan accanto a Webb, non fu privo di difficoltà. Gli episodi più recenti mostrarono due poliziotti spesso spaesati di fronte alle sfide dei tempi: emblematico, in questo senso, l’episodio sul LSD. Il tono rigido e la narrazione a tratti burocratica resero la serie un bersaglio ideale per le future parodie, quasi preparandone inconsapevolmente il destino satirico.
Dalla parodia al grande schermo
Negli anni Ottanta lo stile austero di Dragnet diventò oggetto di culto kitsch. Fu proprio questa ambiguità tra serietà e involontaria comicità a ispirare nel 1987 l’adattamento cinematografico firmato da Dan Aykroyd e Alan Zweibel. Sullo schermo, la coppia formata da Aykroyd — magistrale nell’imitare il celebre Friday — e un esuberante Tom Hanks, introduceva un contrasto generazionale che regalava ritmo ai dialoghi. Alcuni interpreti spiccano tuttora nella memoria degli appassionati:
- Dabney Coleman, grottesco protagonista nel ruolo del re del porno.
- Christopher Plummer, inquietante ministro manipolatore.
- L’insolita storia d’amore tra Friday e Connie Swail.
Bene ma non benissimo: bilancio del remake cult
Nonostante l’entusiasmo iniziale — complice anche il singolare video musicale «City of Crime», omaggio agli anni Ottanta —, il film scivola progressivamente verso una classica commedia d’azione alla Beverly Hills Cop. In questo processo si smorza quella carica parodica che avrebbe potuto distinguere maggiormente l’opera. Tuttavia, resta evidente come perfino una figura tanto granitica abbia saputo reinventarsi, trovando nell’ironia involontaria una nuova fonte di popolarità.