LinkedIn utilizza i tuoi dati per addestrare l’intelligenza artificiale

ADN
LinkedIn utilizzerà i dati degli utenti per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale, coinvolgendo alcune delle informazioni presenti sui profili. Gli utenti si interrogano su quali dati verranno utilizzati e sulle possibili implicazioni per la privacy.
Tl;dr
- Dati pubblici LinkedIn usati per addestrare l’IA generativa.
- Esclusi messaggi privati, stipendi e profili minorenni.
- Gli utenti possono disattivare questa funzione nei parametri.
L’estensione della raccolta dati su LinkedIn
Mentre il tema della protezione dei dati personali si fa sempre più centrale, LinkedIn, la nota piattaforma di proprietà di Microsoft, ha deciso di ampliare l’impiego delle informazioni pubbliche degli utenti europei – e non solo – nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa. Il passo, annunciato ufficialmente, prevede che i contenuti pubblici condivisi sul social professionale vengano utilizzati per addestrare algoritmi evoluti.
I dettagli operativi: cosa viene raccolto e cosa no
Il cambiamento, già effettivo negli Stati Uniti e ora esteso a paesi come Regno Unito, Svizzera, Canada e Hong Kong, riguarda specificamente alcune categorie di dati. Nel dettaglio si parla di:
- Profili utente
- Pubblicazioni, articoli e risposte nei thread
- Curriculum vitae caricati durante le candidature
Restano esclusi da questa raccolta i messaggi privati così come le informazioni sugli stipendi. È stato inoltre ribadito che tutti i profili dei minorenni sono automaticamente tutelati: nessun dato appartenente a questa fascia d’età verrà incluso negli archivi usati per l’addestramento degli algoritmi.
Contesto globale e alternative per gli utenti
Non è solo LinkedIn a muoversi in questa direzione: anche altri giganti digitali come Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, hanno avviato politiche analoghe per nutrire i propri modelli di IA. Tuttavia, chiunque desideri evitare che le proprie informazioni pubbliche vengano elaborate dagli algoritmi può agire direttamente dalle impostazioni sulla privacy del proprio account. Basterà un semplice intervento nella sezione dedicata per disabilitare questa opzione.
Dibattito aperto sull’evoluzione digitale
L’iniziativa riporta al centro il dibattito tra sviluppo tecnologico e tutela della privacy. In un momento in cui la fiducia verso le grandi piattaforme digitali viene spesso messa in discussione, il nuovo capitolo aperto da LinkedIn promette di alimentare ulteriori confronti su come bilanciare innovazione e diritti individuali nell’era dell’.