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Ender’s Game: film sci-fi con Harrison Ford, flop al botteghino

Cultura / Divertimento / Film / Harrison Ford
Par Redazione,  publié le 2 Novembre 2025 à 17h02, modifié le 2 Novembre 2025 à 17h02.
Cultura

Summit Entertainment / PR-ADN

Nonostante la presenza carismatica di Harrison Ford, il film di fantascienza Ender’s Game non è riuscito a imporsi né al botteghino né tra la critica, rimanendo un’opera dal potenziale inespresso nel panorama cinematografico del genere.

Tl;dr

  • «Ender’s Game»: flop commerciale malgrado ambizioni narrative.
  • Harrison Ford convince, ma la saga non decolla.
  • Progetto di franchise abbandonato dopo perdite rilevanti.

Un debutto atteso, ma i numeri non premiano

La trasposizione cinematografica di Ender’s Game, ispirata all’omonimo romanzo cult di Orson Scott Card, sembrava avere tutte le carte in regola per imporsi tra i blockbuster per giovani adulti. Lanciato nel 2013 da Summit Entertainment, il film si inseriva nel solco delle saghe che dominavano allora il mercato, come The Hunger Games o Twilight. Tuttavia, questa nuova incursione nella fantascienza hollywoodiana ha finito per deludere le aspettative sia del pubblico che della critica.

L’ambizione di un universo mai nato

Il cuore della storia ruota attorno a un’umanità impegnata ad addestrare giovani geni militari per scongiurare una minaccia aliena. Sotto la guida del carismatico colonnello Graff — interpretato da un impeccabile Harrison Ford — il giovane Ender Wiggin (interpretato da Asa Butterfield) attraversa prove e manipolazioni, fino a distruggere inconsapevolmente il nemico. Il finale lasciava intravedere uno sviluppo futuro, con l’ipotesi concreta di un sequel già titolato Ender’s Shadow. Eppure, i risultati economici sono stati disastrosi: a fronte di un investimento iniziale di 115 milioni di dollari, gli incassi mondiali si sono fermati a 125 milioni, cifra che, una volta dedotti i costi promozionali, ha generato una perdita vicina ai 70 milioni.

I ruoli minori e la versatilità di Ford

Abituati a vedere Harrison Ford nei panni iconici di Han Solo o Indiana Jones, molti dimenticano quanto l’attore abbia saputo cimentarsi con successo anche in ruoli meno centrali. Oltre alla sua partecipazione alle grandi saghe, basti pensare al suo ritorno in Blade Runner 2049, Ford ha spesso scelto parti secondarie capaci però di rivelarne l’indubbia presenza scenica e maturità artistica.

Diversi elementi spiegano questa decisione:

  • Mancanza di entusiasmo del pubblico e della critica specializzata.
  • Costi produttivi e promozionali superiori alle aspettative iniziali.
  • Scommessa sul formato franchise rivelatasi prematura e azzardata.

Alla fine dei giochi, la prospettiva di un universo narrativo esteso è stata accantonata in fretta. Alcuni osservatori sostengono ancora oggi che maggiore cautela finanziaria avrebbe potuto cambiare il destino della saga. Rimane però il dubbio se Hollywood abbia davvero saputo riconoscere — o semplicemente voluto sostenere — le potenzialità della fantascienza “adulta” in quel momento storico.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un debutto atteso, ma i numeri non premiano
  • L’ambizione di un universo mai nato
  • I ruoli minori e la versatilità di Ford
  • Diversi elementi spiegano questa decisione:
En savoir plus
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