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Chi è Sigfrido Ranucci, giornalista italiano vittima di attentato

Internazionale / Internazionale / Italia / Attentato
Par Redazione,  publié le 17 Ottobre 2025 à 22h57, modifié le 17 Ottobre 2025 à 22h57.
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ADN

Sigfrido Ranucci, noto giornalista d’inchiesta italiano, è rimasto coinvolto in un grave attentato con un’autobomba. La sua attività professionale, caratterizzata da indagini su temi scottanti, lo ha spesso esposto a minacce e rischi significativi.

Tl;dr

  • Attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci vicino Roma.
  • Reazioni forti da istituzioni e rafforzamento sicurezza.
  • Preoccupazione crescente per la libertà di stampa in Italia.

Un colpo durissimo al cuore del giornalismo investigativo

Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 2025, un’esplosione ha squarciato la tranquillità di una zona residenziale a sud di Roma. Il bersaglio era inequivocabile: l’auto privata di Sigfrido Ranucci, volto simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano e storico conduttore della trasmissione Report su RAI3. Oltre al veicolo, danneggiati anche la facciata dell’abitazione della famiglia e la macchina della figlia. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma la potenza intimidatoria dell’attacco è evidente.

Risposte istituzionali rapide e indagini sotto pressione

Il gesto ha scosso profondamente l’opinione pubblica e ha trovato una reazione immediata da parte delle principali figure politiche del Paese. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “piena solidarietà” a Ranucci e ha definito quanto accaduto un “atto gravissimo di intimidazione”. Parallelamente, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha disposto un rafforzamento delle misure di protezione per il giornalista, mentre il caso è passato direttamente nelle mani della procura antimafia romana. La polizia, dal canto suo, si dice determinata a risalire ai responsabili nel più breve tempo possibile.

Libertà di stampa: una professione sempre più sotto assedio

L’attacco non rappresenta purtroppo un caso isolato nel panorama italiano. Secondo i dati diffusi nel rapporto 2025 di Reporters sans frontières (RSF), l’Italia occupa solo la 49ª posizione mondiale per quanto riguarda la libertà di stampa. In particolare, i giornalisti che si occupano di criminalità organizzata o corruzione si trovano esposti a rischi costanti:

  • Aggressioni fisiche e minacce ripetute.
  • Danni intenzionali ai beni personali e professionali.
  • Sistemi speciali di protezione attivati dalle autorità per chi risulta più esposto.

Attualmente, almeno una ventina di reporter opera sotto scorta fissa.

L’impegno incrollabile dei protagonisti dell’informazione critica

Nonostante questo clima ostile, personalità come Ranucci — con alle spalle una lunga carriera iniziata nel lontano 1989 alla RAI, conflitti internazionali coperti da inviato e dal 2017 alla guida di Report dopo Milena Gabanelli — continuano a testimoniare il valore sociale del giornalismo d’inchiesta. L’attesa per la nuova stagione della trasmissione rimane alta: le inchieste su temi come finanza pubblica ed educazione promettono nuovi approfondimenti coraggiosi. Eppure, ogni servizio sembra ormai pesare come un atto di sfida contro minacce sempre più concrete alla libera informazione in Italia.

Le Récap
  • Tl;dr
  • Un colpo durissimo al cuore del giornalismo investigativo
  • Risposte istituzionali rapide e indagini sotto pressione
  • Libertà di stampa: una professione sempre più sotto assedio
  • L’impegno incrollabile dei protagonisti dell’informazione critica
En savoir plus
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